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Due chioschi sul lungomare di Giovino, costruiti con materiali ecologici, sono abbandonati da circa due anni. In passato ospitavano attività sportive e culturali, ma ora rischiano il deterioramento. Si valuta la possibilità di riutilizzarli per rilanciare il turismo e la cultura locale.

Chioschi abbandonati sul lungomare di Giovino

I manufatti situati sul lungomare di Giovino, precedentemente destinati a scopi sportivi e culturali, giacciono in stato di abbandono da circa due anni. Questi chioschi, originariamente tre (uno distrutto da un incendio nel 2017), furono edificati con materiali ecosostenibili, principalmente legno. La loro progettazione mirava a renderli fruibili e integrati nel contesto naturale marino.

Per un lungo periodo, i chioschi non trovarono un impiego stabile. Successivamente, l'amministrazione comunale di Catanzaro li affidò a due associazioni locali: l'associazione Kalabrian h2o e l'associazione Jonathan. Entrambe le realtà operavano con finalità culturali e sportive, contribuendo a vivacizzare l'area.

La fine delle attività e il mancato rinnovo

La collaborazione con le associazioni si è interrotta circa due anni fa. Da quel momento, è venuta meno la continuità delle attività che offrivano eventi e garantivano la manutenzione dei chioschi. La perdita di questa gestione ha portato al progressivo deterioramento delle strutture, esposte alle intemperie.

Gianluca Bellacoscia, ex presidente dell'associazione Kalabrian h2o e attuale presidente della Pro Loco Catanzaro Marina, ha condiviso la sua esperienza. La sua associazione ottenne la concessione di un chiosco tramite una gara pubblica, con un contratto di locazione di cinque anni più due rinnovabili. I costi iniziali per la ristrutturazione furono sostenuti dall'associazione stessa.

Al termine del periodo contrattuale, il rinnovo non fu concesso, obbligando l'associazione a lasciare la struttura. Bellacoscia ha evidenziato come il mancato rinnovo abbia interrotto un ciclo di attività positive per l'area.

Proposte per il futuro e ostacoli burocratici

Con la recente costituzione della Pro Loco Marina, Bellacoscia ha esplorato la possibilità di utilizzare nuovamente uno dei chioschi. Le Pro Loco, secondo la legislazione regionale, possono ottenere la concessione diretta di immobili comunali, senza la necessità di procedure di gara. L'associazione propose di realizzare un infopoint turistico, sfruttando la posizione strategica della zona, riconosciuta con la Bandiera Blu.

Si sarebbero inoltre occupati della manutenzione ordinaria e avrebbero messo il chiosco a disposizione del Comune per eventuali iniziative. L'obiettivo era creare una sinergia proficua per la promozione turistica del territorio. Bellacoscia ha sottolineato che, pur non parlando di locazioni, sarebbero stati disposti ad accettare una proposta economica congrua per l'utilizzo dello spazio.

Nonostante questi propositi, la richiesta non ottenne l'assenso. La motivazione addotta fu che il manufatto non rientrava nel cosiddetto “piano spiaggia”. Bellacoscia ha espresso rammarico per questa decisione, sottolineando come i chioschi, data la loro posizione strategica, potrebbero diventare un volano per eventi e turismo.

Potenziale inespresso e speranze per il futuro

L'attuale disuso dei chioschi di Giovino rappresenta una perdita di potenziale. Questi spazi potrebbero trasformarsi in luoghi di aggregazione, cultura e arte, generando valore per la comunità. L'auspicio è che possano rivivere attraverso una gestione partecipata e in linea con le direttrici di sviluppo del territorio.

La zona di Giovino è proiettata verso un futuro turistico, valorizzando la bellezza della costa, le Dune di Giovino e la Pineta, un sito di rilevante importanza storica. L'amministrazione comunale è invitata a riconsiderare la propria posizione, cercando soluzioni tecnico-giuridiche per rendere nuovamente fruibili questi spazi.

La burocrazia, in alcuni casi, sembra ostacolare dinamiche che potrebbero invece rappresentare risorse preziose. I chioschi in disuso sono un esempio di come un'attenta pianificazione possa trasformare criticità in opportunità concrete per la crescita e la valorizzazione del territorio.