L'avvocato Nunzio Raimondi dedica un sentito omaggio a Rosario Chiriano, scomparso recentemente. Il ricordo si concentra su due episodi significativi che rivelano la profondità spirituale e la generosità di Chiriano, sottolineando il suo impegno cristiano e la sua dedizione ai bisognosi.
Un ricordo personale di Rosario Chiriano
L'avvocato Nunzio Raimondi ha voluto condividere un ricordo intimo di Rosario Chiriano. Egli lascia ad altri il compito di celebrare le sue qualità di politico e giurista. Raimondi sceglie invece di raccontare due incontri personali. Questi momenti sono rimasti impressi nella sua memoria. Li descrive come indelebili e significativi.
Il primo episodio risale a molti anni fa. Si discuteva dell'educazione dei figli. Chiriano dimostrò una profonda conoscenza teologica. Non si trattava solo di citare le Scritture. Era la forza del suo pensiero a stupire. Apriva prospettive concrete e non astratte. Era un grande studioso del Beato don Mottola da Tropea.
Chiriano sapeva dare forma alla Via Crucis. La sua attenzione era rivolta alla missione. Affrontava la sofferenza senza timore. Portava con sé il profumo dei poveri. Raimondi sottolinea che Rosario Chiriano era un cristiano impegnato. Era innamorato di Dio e della croce di Cristo.
La generosità e l'amore per il prossimo
Per questo motivo, Nunzio Raimondi non si stupisce del dono della sofferenza. Chiriano ha servito i sofferenti con gentilezza. Il suo tratto era amorevole e fraterno. Era un amore veramente cristiano. La sua dedizione era totalmente rivolta all'altro. Incontrare Rosario Chiriano lasciava una sensazione di vicinanza. Non era mai una vicinanza formale.
C'era partecipazione emotiva e amicizia. Si avvertiva il desiderio di donarsi all'altro. In questo contesto, Chiriano fece una promessa. Disse di aver comprato due libri per i figli di Raimondi. Chiese se poteva portarli a casa. Era passato tempo dalla conversazione sull'educazione.
Quando venne, illustrò i libri per ragazzi. Non fece alcun riferimento al discorso precedente. Solo anni dopo Raimondi collegò i temi trattati. Li associò a quei doni preziosi. Era una filigrana del ricordo. Un gesto di profonda attenzione.
L'impegno quotidiano e l'eredità spirituale
Seguendo la misura che distingueva Chiriano, Raimondi limita il racconto. Si concentra su un secondo episodio importante. Un giorno incontrò Rosario Chiriano mentre non stava bene. Senza esitazioni, Chiriano disse: «Non sto bene, Nunzio, ma devo riuscire nel mio proposito».
Il suo proposito era chiaro: «Non passi un giorno senza che abbia fatto un’opera buona». Aggiunse: «Devo farcela, questo è tutto per me». Queste parole rivelano la sua profonda etica. Il suo impegno era costante e sincero.
Rosario Chiriano ha lasciato la vita terrena. Questo è avvenuto all'inizio della Settimana Santa. Raimondi è certo che questo ingresso nella vita eterna non sia casuale. Il Signore lo attende in Paradiso. Lo attende per mostrargli l'Amore di Cristo in croce. Un amore che Chiriano ha tanto amato. Un amore che ha condiviso con i poveri.
Raimondi lo ricorderà sempre con la frase: «quod superest (non: superest) date pauperibus». Ha dato tutto. Un ringraziamento sentito per la sua eredità. La sua vita è stata un esempio di fede e carità. Un esempio per tutta la comunità di Catanzaro.