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Una tragedia ha scosso Catanzaro: funerali commoventi per madre e due figli, mentre una terza figlia lotta per la vita. La città si stringe al dolore del padre.

Il dolore di un padre e di una città

Un padre ha portato a spalla la bara del suo bimbo di quattro mesi. La cerimonia si è svolta nella Basilica dell'Immacolata. L'uomo ha poi assistito ai funerali. Era inginocchiato accanto ai tre feretri. L'intera città di Catanzaro si è unita al suo dolore. La comunità è affranta per la tragica perdita. La funzione religiosa ha ricordato le tre vittime. La tragedia è avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 aprile. La madre, 46 anni, si è tolta la vita. Si è lanciata dal balcone del terzo piano. Con lei i figli di quattro mesi e quattro anni. La figlia maggiore, di 6 anni, è morta sul colpo. L'uomo era rientrato da Genova. Lì è ricoverata la figlia più grande. La piccola è in rianimazione. Ha assistito alla funzione religiosa. L'arcivescovo di Catanzaro, mons. Claudio Maniago, ha officiato la cerimonia. Le tre bare erano allineate davanti all'altare. In prima fila sedevano la madre della donna, sua sorella e suo fratello. La chiesa era gremita di persone. Molti hanno voluto condividere il dolore della famiglia.

L'omelia: un appello alla solidarietà

L'alto prelato ha sottolineato il valore del silenzio. Questo di fronte a simili tragedie. Ha rivolto un pensiero al padre. Ha pensato anche alla bimba sopravvissuta. «La morte delle persone che amiamo produce una ferita incancellabile nel cuore», ha detto. «Vorremmo esservi così vicini, con la preghiera e l'affetto. Speriamo di lenire almeno un poco la vostra sofferenza», ha aggiunto. «La comunità cristiana vi è vicina. La città vi è vicina. Tante persone di questo nostro paese condividono il vostro dolore», ha affermato. «Il ricordo dei vostri cari defunti vi spinga ad amarvi ancora di più. Rinnovate la fede in Dio e la speranza nella vita», ha concluso. L'arcivescovo ha lanciato un appello. Ha chiesto di non lasciar passare invano questo dolore. «Queste bare ci domandano di fermarci a guardare meglio le nostre fragilità», ha detto mons. Maniago. Ha invitato a guardare i propri figli e anziani. Anche amici e vicini meritano attenzione. L'obiettivo è costruire una società più accogliente. Una società dove sia più difficile sentirsi soli.

La vicinanza delle istituzioni e della città

Il sindaco Nicola Fiorita ha espresso la sua vicinanza. Anche l'arcivescovo Claudio Maniago ha abbracciato l'uomo. Ha manifestato il suo sostegno. Un lungo applauso ha accolto le tre bare all'uscita dalla chiesa. Erano portate a spalla dal marito e dal fratello della donna. Entrambi hanno abbracciato e baciato il feretro. Poi è stato portato via dal carro funebre. Nel pomeriggio, la tifoseria del Catanzaro Calcio ha osservato quindici minuti di silenzio. La partita era valida per il campionato di serie B. Un gesto di profondo rispetto. In tutta la città è stato proclamato il lutto cittadino. La comunità ha mostrato un'ondata di solidarietà. Un abbraccio collettivo al padre e alla figlia sopravvissuta. La speranza è che la piccola possa superare questo momento critico. La ferita per Catanzaro è profonda. La città si interroga sulle fragilità umane. Cerca risposte e sostegno reciproco. Il dolore è palpabile. La speranza, però, non si spegne. La piccola sopravvissuta rappresenta un barlume di luce. La città intera prega per lei. Si attende un suo recupero.