Cronaca

Catanzaro: Festa Polizia Penitenziaria tra sfide e successi

19 marzo 2026, 18:46 4 min di lettura
Catanzaro: Festa Polizia Penitenziaria tra sfide e successi Immagine generata con AI Catanzaro
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A Catanzaro si è celebrato il 209° anniversario della Polizia Penitenziaria. L'evento ha messo in luce le complesse sfide del sistema carcerario calabrese, dalla lotta alla criminalità organizzata alla gestione dei detenuti fragili.

Celebrazione a Catanzaro per la Polizia Penitenziaria

La Sala delle Culture del Palazzo della Provincia a Catanzaro ha ospitato la cerimonia per il 209° anniversario della fondazione della Polizia Penitenziaria. L'evento ha rappresentato un'occasione importante per riflettere sulle quotidiane difficoltà affrontate dal sistema penitenziario.

Numerose autorità civili, religiose e militari del territorio hanno preso parte alla celebrazione. La provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria, Lucia Castellano, ha delineato un quadro generale della situazione. Ha descritto il contesto come «complesso e problematico», in linea con le tendenze nazionali.

L'attenzione si è concentrata sulla pervasività della criminalità organizzata. «Il fenomeno della ’ndrangheta ci preoccupa moltissimo», ha affermato Castellano. Ha sottolineato la necessità di costruire solide alleanze tra le istituzioni. L'obiettivo è contrastare efficacemente la criminalità organizzata sia all'interno che all'esterno degli istituti penitenziari.

La provveditrice ha evidenziato l'importanza di un approccio più integrato. È fondamentale superare l'autoreferenzialità dei singoli enti. Bisogna rafforzare la collaborazione con altri servizi pubblici essenziali, in particolare con il settore sanitario.

Detenuti fragili e criminalità organizzata: le sfide

Una parte significativa degli interventi è stata dedicata ai detenuti più fragili. L'obiettivo è garantire percorsi trattamentali coerenti con le loro specifiche condizioni personali e sanitarie. In Calabria, il sistema carcerario ospita circa 2.800 detenuti. Questo dato risulta più contenuto rispetto ad altre regioni italiane.

Il ruolo della Polizia Penitenziaria è stato definito cruciale in questo scenario. La provveditrice l'ha definita «l’unica polizia di prossimità». Questa definizione sottolinea la sua presenza costante a fianco dei detenuti. La funzione unisce aspetti di sicurezza, osservazione attenta e supporto ai percorsi di reinserimento sociale.

Sul fronte del sovraffollamento, la Calabria presenta numeri più gestibili. «Non è il problema principale», ha precisato Castellano. Ha aggiunto che i numeri attuali rappresentano «una grande opportunità per lavorare meglio». Si possono così realizzare strutture più a misura d’uomo.

Tra le principali criticità che emergono, vi sono le infiltrazioni della criminalità organizzata. Altri problemi includono il traffico di droga e di telefoni cellulari all'interno delle carceri. Non vanno trascurate le condizioni strutturali degli istituti e la scarsità di opportunità lavorative per i detenuti.

Per affrontare quest'ultimo aspetto, sono in corso diverse collaborazioni. Un esempio è la partnership con Coldiretti per il recupero di attività agricole. Queste iniziative mirano a offrire ai detenuti competenze pratiche e un senso di utilità.

Messaggio agli agenti e ruolo investigativo

Dal punto di vista operativo, il comandante della casa circondariale di Catanzaro, il primo dirigente Massimo Carnevale, ha rivolto un messaggio di sostegno al personale. Ha espresso «vicinanza, forza e coraggio agli agenti». Questo messaggio arriva in un periodo segnato da un preoccupante aumento delle aggressioni e degli eventi critici.

Nel carcere del capoluogo, sono state registrate 32 aggressioni solo nell'ultimo anno. Si segnala inoltre un rafforzamento degli organici con l'arrivo di nuove unità. Spesso si tratta di personale giovane e con poca esperienza. «Vanno guidati e supportati in questa fase iniziale», ha sottolineato Carnevale.

Il comandante ha ribadito il ruolo investigativo sempre più importante del Corpo. Questo avviene grazie al coordinamento efficace con le procure attraverso il NIC (Nucleo Investigativo Centrale). Questo rafforza la capacità di contrasto alla criminalità.

Visibilità del lavoro e missione del Corpo

A concludere il quadro degli interventi, la direttrice della casa circondariale, Patrizia Delfino. Ha spiegato il significato della scelta di celebrare l'anniversario all'esterno delle mura carcerarie. «Per rendere visibile il lavoro svolto ogni giorno dietro le mura», ha affermato. Questa iniziativa mira a far conoscere al pubblico l'impegno quotidiano degli operatori.

La direttrice ha richiamato la duplice missione fondamentale del Corpo. La prima è «garantire sicurezza e legalità». La seconda è «lavorare per il recupero delle persone detenute». Questa è una sfida complessa, resa ancora più ardua dai numeri.

A Catanzaro, si contano circa 700 detenuti. A fronte di questo numero, ci sono 372 unità di Polizia penitenziaria. Nell'ultimo anno, sono stati registrati oltre 2.000 eventi critici. Questi includono proteste, atti di autolesionismo e danneggiamenti.

Nonostante le numerose difficoltà, la direttrice ha messo in risalto l'eccezionale impegno degli operatori. Ha evidenziato alcuni punti di forza del sistema locale. Tra questi, l'area sanitaria, che risulta attrezzata e operativa 24 ore su 24.

Rimane alta l'attenzione sui detenuti più fragili. Particolare riguardo è rivolto a coloro che soffrono di dipendenze o disturbi psichiatrici. «Spesso dovrebbero essere seguiti in strutture adeguate, non in carcere», ha concluso la direttrice. Questo evidenzia la necessità di percorsi di cura esterni.

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