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La Polizia Penitenziaria di Catanzaro celebra il suo 209° anniversario, affrontando le complesse sfide del sistema carcerario calabrese. L'evento evidenzia l'impegno degli agenti nella lotta alla criminalità e nella gestione dei detenuti, pur tra criticità strutturali e organiche.

Celebrazione a Catanzaro per la Polizia Penitenziaria

La Polizia Penitenziaria ha celebrato il suo 209° anniversario di fondazione a Catanzaro. La cerimonia si è svolta nella Sala delle Culture, situata presso il Palazzo della Provincia. L'evento ha rappresentato un momento cruciale per la riflessione. Si è discusso delle sfide quotidiane affrontate dal sistema penitenziario regionale. Le principali autorità civili, religiose e militari del territorio hanno partecipato. L'occasione ha permesso di fare il punto sulla situazione delle carceri calabresi.

La Provveditrice regionale dell'amministrazione penitenziaria, Lucia Castellano, ha tracciato un quadro generale. Ha descritto la situazione come «complessa e problematica». Ha sottolineato che questo scenario è in linea con quello del resto del Paese. L'attenzione si è concentrata in particolare sulla presenza della criminalità organizzata. La Castellano ha affermato: «Il fenomeno della ’ndrangheta ci preoccupa moltissimo». Ha evidenziato la necessità di costruire alleanze. Queste alleanze dovrebbero coinvolgere le istituzioni. L'obiettivo è combattere la criminalità organizzata sia all'interno che all'esterno degli istituti penitenziari.

Gestione detenuti fragili e lotta alla criminalità

Lucia Castellano ha posto l'accento sulla necessità di un approccio più integrato. Ha suggerito di superare l'autoreferenzialità. È fondamentale rafforzare la collaborazione con altri servizi pubblici. La sanità rappresenta un partner essenziale in questo contesto. Un'attenzione specifica è stata dedicata ai detenuti più fragili. L'obiettivo è garantire percorsi personalizzati. Questi percorsi devono essere coerenti con le condizioni personali e sanitarie di ciascuno. In Calabria, il sistema carcerario conta circa 2.800 detenuti. Questo dato è considerato più contenuto rispetto ad altre realtà nazionali. La Castellano ha definito la Polizia Penitenziaria «l'unica polizia di prossimità». Questo ruolo è fondamentale nello scenario carcerario. La sua presenza costante accanto ai detenuti è cruciale. Essa unisce funzioni di sicurezza, osservazione e supporto ai percorsi di reinserimento sociale.

Per quanto riguarda il sovraffollamento, la Calabria presenta numeri più contenuti. «Non è il problema principale», ha evidenziato Castellano. Ha aggiunto: «Abbiamo numeri che rappresentano una grande opportunità per lavorare meglio». Si punta a strutture «a misura d’uomo». Tra le principali criticità emergono le infiltrazioni della criminalità organizzata. Sono stati segnalati anche il traffico di droga e di telefoni cellulari. Le condizioni strutturali degli istituti rappresentano un'altra criticità. La carenza di opportunità lavorative per i detenuti è un ulteriore problema. Su quest'ultimo punto, sono in corso collaborazioni. Un esempio è quella con Coldiretti. L'obiettivo è il recupero di attività agricole. Questo potrebbe offrire nuove prospettive ai detenuti.

Il ruolo operativo e il messaggio agli agenti

Dal punto di vista operativo, il comandante della casa circondariale di Catanzaro, il primo dirigente Massimo Carnevale, ha rivolto un messaggio al personale. Ha espresso «vicinanza, forza e coraggio agli agenti». Questo messaggio arriva in un momento segnato dall'aumento delle aggressioni e degli eventi critici. Nel carcere del capoluogo calabrese si contano 32 aggressioni nell'ultimo anno. Si registra inoltre un rafforzamento degli organici. Sono arrivate nuove unità, spesso giovani e con poca esperienza. Carnevale ha sottolineato la necessità di guidarli e supportarli in questa fase iniziale. Ha ribadito il ruolo crescente del Corpo sul piano investigativo. Questo è possibile grazie al coordinamento con le procure attraverso il NIC (Nucleo Investigativo Centrale).

L'intervento della direttrice della casa circondariale, Patrizia Delfino, ha concluso il quadro. Ha spiegato il senso della scelta di celebrare l'anniversario fuori dal carcere. L'obiettivo era «rendere visibile il lavoro svolto ogni giorno dietro le mura». Delfino ha richiamato la duplice missione del Corpo. La prima è garantire sicurezza e legalità. La seconda è lavorare per il recupero delle persone detenute. Questa sfida è resa più complessa dai numeri. Ci sono circa 700 detenuti a fronte di 372 unità di Polizia penitenziaria. Sono stati registrati oltre 2.000 eventi critici nell'ultimo anno. Questi includono proteste, autolesionismo e danneggiamenti. Nonostante le difficoltà, la direttrice ha evidenziato l'impegno degli operatori. Ha citato alcuni punti di forza, come l'area sanitaria attrezzata e operativa 24 ore su 24. Resta alta l'attenzione sui detenuti più fragili. Particolare riguardo è rivolto a coloro con dipendenze o disturbi psichiatrici. Delfino ha affermato: «Spesso dovrebbero essere seguiti in strutture adeguate, non in carcere». La necessità di strutture sanitarie specializzate esterne al carcere è evidente.

Contesto e criticità del sistema penitenziario calabrese

La celebrazione del 209° anniversario della Polizia Penitenziaria a Catanzaro ha offerto uno spaccato significativo delle realtà carcerarie in Calabria. La relazione della Provveditrice Lucia Castellano ha delineato un quadro complesso. La regione presenta circa 2.800 detenuti, un numero gestibile rispetto ad altre realtà italiane. Tuttavia, le criticità non mancano. La presenza pervasiva della 'ndrangheta rappresenta una minaccia costante. Le infiltrazioni criminali negli istituti penitenziari richiedono un'azione congiunta e strategica. La lotta al narcotraffico e al contrabbando di telefoni cellulari all'interno delle carceri è un fronte aperto. Le condizioni strutturali di alcuni istituti necessitano di interventi urgenti. La mancanza di opportunità lavorative per i detenuti aggrava ulteriormente la situazione. Progetti come quello con Coldiretti per attività agricole sono passi importanti. Mirano a offrire percorsi di riabilitazione e reinserimento.

Il Comandante Massimo Carnevale ha posto l'accento sulla sicurezza del personale. L'aumento delle aggressioni agli agenti è un dato allarmante. La casa circondariale di Catanzaro ha registrato 32 aggressioni solo nell'ultimo anno. L'arrivo di nuove reclute, sebbene porti un necessario ricambio generazionale, richiede un'adeguata formazione e supporto. La crescente importanza del ruolo investigativo della Polizia Penitenziaria, supportato dal NIC, è un segnale positivo. La collaborazione con le procure rafforza la capacità di contrasto alla criminalità.

La Direttrice Patrizia Delfino ha sottolineato l'importanza di rendere visibile il lavoro quotidiano degli agenti. La duplice missione del Corpo, garantire sicurezza e promuovere il recupero dei detenuti, è una sfida ardua. Il rapporto tra detenuti e agenti nella casa circondariale di Catanzaro è di circa 700 a 372. Questo squilibrio numerico amplifica le difficoltà operative. Gli oltre 2.000 eventi critici registrati nell'ultimo anno (proteste, autolesionismo, danneggiamenti) testimoniano la tensione costante. Nonostante ciò, l'efficienza dell'area sanitaria, attiva 24/7, rappresenta un punto di forza. La questione dei detenuti con problemi psichiatrici o dipendenze, che necessiterebbero di cure specialistiche in strutture dedicate, rimane una priorità irrisolta. La celebrazione ha evidenziato l'impegno e la dedizione del personale, nonostante le avversità.