Cronaca

Catanzaro: Delmastro, "Mafia è montagna di m..."

19 marzo 2026, 13:16 5 min di lettura
Catanzaro: Delmastro, "Mafia è montagna di m..." Immagine generata con AI Catanzaro
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Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, a Catanzaro, ha espresso un giudizio netto sulla mafia, definendola "una montagna di m...". Le sue parole sono arrivate in risposta a domande su presunti legami d'affari.

Delmastro: "La mia vita testimonia il mio impegno contro la mafia"

Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha usato parole forti per descrivere la sua posizione nei confronti della criminalità organizzata. Ha dichiarato che la mafia, per lui, rappresenta «una montagna di merda». Questa affermazione è giunta a margine di un incontro tenutosi a Catanzaro, dedicato al tema del referendum. Le dichiarazioni del sottosegretario sono state rilasciate ai giornalisti presenti.

Delmastro ha voluto rafforzare il suo pensiero con ulteriori argomentazioni. Ha sottolineato come la sua intera carriera politica sia una testimonianza del suo impegno. «Lo testimonia tutta la mia vita politica», ha affermato con convinzione. Ha poi fatto riferimento al livello di protezione che gli viene garantito. «Lo testimonia il livello di scorta che ho», ha aggiunto, indicando la sua esposizione personale.

Il sottosegretario ha inoltre menzionato i numerosi tentativi di attentato. «Lo testimoniano le tante e tantissime indicazioni di attentati, di tentativi di aggredire il sottoscritto», ha spiegato. Questi pericoli, ha precisato, provengono da mafiosi detenuti. Ha evidenziato come in passato mancassero le attuali misure di legalità. «Che stanno negli istituti penitenziari e che, in passato, non avevano i presidi di legalità che oggi ci sono», ha concluso.

Contesto delle dichiarazioni: un incontro a Catanzaro

L'episodio si è verificato nella giornata di venerdì 19 marzo 2026, a Catanzaro. Il sottosegretario Andrea Delmastro era presente per partecipare a un evento incentrato sul referendum. La sua presenza nella città calabrese, territorio storicamente segnato dalla presenza della criminalità organizzata, ha reso le sue parole ancora più significative.

La domanda dei giornalisti riguardava presunti rapporti d'affari. Nello specifico, si indagava su possibili collegamenti tra Delmastro e famiglie con legami mafiosi. La risposta del sottosegretario è stata immediata e decisa, mirando a respingere ogni ombra di dubbio sulla sua integrità e sul suo fermo contrasto alla criminalità organizzata.

La scelta di utilizzare un linguaggio così diretto e colorito non è casuale. Mira a trasmettere un messaggio di forte determinazione e disprezzo verso le organizzazioni mafiose. L'espressione «montagna di merda» è un modo per sminuire e delegittimare la potenza e l'influenza della mafia, riducendola a qualcosa di spregevole e da eliminare.

La sicurezza del sottosegretario: un indicatore di rischio

Il riferimento al livello di scorta è un altro elemento cruciale nelle dichiarazioni di Delmastro. La presenza di una scorta imponente è spesso indice di un elevato livello di minaccia. Nel caso di un politico, questo può derivare da indagini, azioni di contrasto alla criminalità o posizioni scomode assunte.

Delmastro utilizza questo dato oggettivo per rafforzare la sua tesi. Sottolinea come la sua stessa incolumità sia messa a rischio dalla sua attività politica. Questo implica che le sue azioni e le sue posizioni siano percepite come una minaccia concreta dai clan mafiosi. La scorta diventa quindi una prova tangibile del suo impegno e della sua esposizione.

La sua affermazione suggerisce che i mafiosi, sia quelli attualmente detenuti sia quelli che potrebbero aver agito in passato, vedano in lui un ostacolo. La sua presenza e la sua azione politica, supportate dalle istituzioni e dalle misure di sicurezza, rappresentano un baluardo contro i loro interessi illeciti. Il paragone con il passato, quando i «presidi di legalità» erano meno efficaci, rafforza l'idea di un rafforzamento dello Stato.

Il contesto normativo e la lotta alla mafia

Le parole di Andrea Delmastro si inseriscono in un dibattito più ampio sulla lotta alla mafia e sull'efficacia delle misure legislative. Il sottosegretario, in quanto membro del governo e responsabile di parte della macchina della giustizia, è chiamato a rispondere di queste tematiche.

La sua dichiarazione, seppur informale, sottolinea l'importanza del rafforzamento delle leggi antimafia e delle procedure penitenziarie. L'efficacia dei «presidi di legalità» a cui fa riferimento è fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini e per colpire le organizzazioni criminali nei loro affari e nella loro capacità operativa.

La Calabria, terra di origine di alcune delle più potenti organizzazioni mafiose italiane come la 'Ndrangheta, è un osservatorio privilegiato per queste tematiche. Le dichiarazioni di Delmastro, pronunciate proprio in questa regione, assumono un peso specifico maggiore. Sottolineano la necessità di un impegno costante e intransigente da parte delle istituzioni.

Reazioni e implicazioni politiche

Sebbene l'articolo originale non riporti reazioni immediate, è probabile che le parole del sottosegretario abbiano suscitato dibattito. Dichiarazioni così nette, soprattutto se provenienti da un esponente del governo, possono avere ripercussioni politiche.

Da un lato, possono essere viste come un segnale di fermezza e determinazione nella lotta alla criminalità organizzata, rafforzando l'immagine del governo. Dall'altro, potrebbero sollevare critiche o richieste di approfondimento, specialmente se legate a questioni giudiziarie o a presunti conflitti d'interesse.

La forza dell'espressione utilizzata da Delmastro potrebbe essere interpretata in vari modi. Alcuni potrebbero apprezzarne la schiettezza e la capacità di comunicare in modo diretto. Altri potrebbero ritenerla eccessiva o poco istituzionale. In ogni caso, la sua dichiarazione ha sicuramente attirato l'attenzione e riaffermato la sua posizione netta contro la mafia.

La data delle dichiarazioni, 19 marzo 2026, colloca l'episodio in un periodo specifico, potenzialmente influenzato da dinamiche politiche interne o da eventi di cronaca rilevanti. La menzione del referendum suggerisce che l'incontro potesse avere un focus su questioni legislative o costituzionali, dove il tema della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata assume sempre un ruolo centrale.

La fonte delle dichiarazioni, ANSA, garantisce l'attendibilità della notizia. La riproduzione riservata indica che il contenuto è protetto da copyright. L'articolo si conclude con un invito a non perdere altri approfondimenti, tipico della struttura editoriale di un'agenzia di stampa.

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