Il Consiglio di Stato ha confermato la decadenza della concessione per un chiosco sull'arenile di Catanzaro. La decisione segue le contestazioni del Comune riguardo la gestione e l'uso dell'area demaniale.
Chiosco sull'arenile di Catanzaro: decadenza confermata
La vicenda legale tra il Comune di Catanzaro e la Ditta individuale Vito Febbraro giunge al termine. Il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza definitiva. La decisione conferma la legittimità della decadenza dalla concessione demaniale marittima. L'area interessata misura 800 mq. Si trova sull'arenile cittadino.
La sentenza, pubblicata in data odierna, accoglie l'appello presentato dall'amministrazione comunale. Ribalta completamente la decisione di primo grado. Il TAR Calabria aveva inizialmente dato ragione alla ditta Febbraro. I giudici di Palazzo Spada hanno invece ritenuto fondate le ragioni del Comune. Le doglianze riguardavano gravi violazioni riscontrate nell'utilizzo dell'area.
Le violazioni contestate al chiosco
Il provvedimento di decadenza, formalmente una revoca in autotutela. Riguarda un'autorizzazione provvisoria rilasciata nel maggio 2024. Due episodi principali hanno portato alla decisione. Questi sono emersi durante un sopralluogo effettuato il 24 maggio 2024. Il locale in questione era denominato “BANSKY”.
L'attività del locale era stata affidata alla società Pablo S.r.l.s.. Secondo il Consiglio di Stato, questa cessione è avvenuta senza la necessaria autorizzazione preventiva. Tale autorizzazione è richiesta dall'articolo 45-bis del Codice della Navigazione. Durante i controlli, era in corso un evento di pubblico spettacolo. Questo si svolgeva senza le dovute licenze. La SCIA presentata dalla ditta riguardava solo la somministrazione di alimenti e bevande. Non includeva attività di intrattenimento musicale.
È stata contestata anche la mancata predisposizione di un apparecchio per la misurazione del tasso alcolemico. Questi inadempimenti sono stati definiti «oggettivamente insanabili». I magistrati hanno respinto la tesi della difesa. La difesa sosteneva che il Comune avrebbe dovuto concedere un termine per rimediare. Le infrazioni sono state giudicate gravi. Hanno leso il rapporto di fiducia con l'ente. La decadenza è stata considerata una misura proporzionata.
Conseguenze per la ditta concessionaria
La difesa della ditta Febbraro aveva argomentato sulla legittimità del coinvolgimento della Pablo S.r.l.s.. Si basava su un presunto “contratto di rete” tra imprese. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha chiarito che tale schema contrattuale non annulla la distinzione tra le aziende. Anche in presenza di una rete d'imprese, il concessionario ha l'obbligo di richiedere l'autorizzazione comunale. Questo prima di affidare a terzi la gestione di attività nell'area demaniale.
Oltre alla perdita del titolo concessorio, la ditta appellata è stata condannata. Dovrà pagare le spese legali in favore del Comune di Catanzaro. L'importo è stato liquidato in 5.000 euro. La decisione del Consiglio di Stato chiude definitivamente la controversia. Ribadisce l'importanza del rispetto delle normative per la gestione delle concessioni demaniali.