Il Centro Calabrese di Solidarietà Ets a Catanzaro festeggia quarant'anni di attività. L'associazione celebra un percorso di rinascita per chi affronta dipendenze e fragilità, dimostrando la forza di una comunità inclusiva.
40 Anni di Speranza e Rinascita a Catanzaro
Il Centro Calabrese di Solidarietà Ets ha celebrato un traguardo significativo: quarant'anni di attività. La festa si è svolta in un clima intimo, ricco di calore ed emozioni. L'evento ha segnato un momento di riflessione sulle numerose storie di vita trasformate. L'associazione continua ad accendere speranze e opportunità per chi è nel pieno di un percorso di rinascita.
L'organizzazione ha spento le candeline, ma ha soprattutto continuato ad alimentare la fiamma della speranza. Operatori, volontari e direttivo si sono riuniti. Hanno condiviso questo importante momento con gli ospiti di Villa Emilia. La struttura è un fulcro del loro cammino verso il cambiamento.
Le Origini e l'Evoluzione del Centro Calabrese di Solidarietà
Quarant'anni racchiudono un mondo di esperienze. Storie di cadute, ripartenze e mani tese che si trasformano in possibilità concrete. Il Centro Calabrese di Solidarietà nasce tra il 1986 e il 1987. L'idea è partita da un gruppo di volontari. Il loro obiettivo era affrontare la piaga della tossicodipendenza.
Gli anni '80 furono difficili. L'eroina e l'Aids rappresentavano emergenze sociali. I primi passi dell'associazione avvennero in una piccola struttura. Era vicina a un'associazione di famiglie. Queste famiglie supportavano i parenti di chi intraprendeva un percorso di cambiamento. Il progetto iniziale fu guidato da don Mimmo Battaglia. Oggi è cardinale a Napoli. Egli ha sempre mantenuto uno stretto legame con il suo Centro.
Fin dall'inizio, emerse una consapevolezza fondamentale. Non bastava superare la dipendenza. Era necessario ricostruire una vita intera. Per questo, accanto al percorso terapeutico, nacque un progetto di formazione. Si puntò anche al reinserimento lavorativo. L'autonomia era vista come la chiave per la vera libertà.
Successivamente, l'associazione ampliò il suo raggio d'azione. Iniziò la prevenzione. Si rivolse prima agli adolescenti, poi ai genitori. Questo avvenne in costante dialogo con il territorio di Catanzaro. Un'altra urgenza emerse con forza: quella delle donne. Spesso segnate da storie di violenza, sfruttamento e marginalità.
Casa Rifugio "Mondo Rosa" e il Futuro dell'Associazione
Da questa necessità prese forma la Casa Rifugio "Mondo Rosa". Al suo interno opera un centro antiviolenza. Ancora oggi, la struttura accoglie e protegge donne e bambini. Offre loro un riparo sicuro e una concreta possibilità di ripartenza. Questa storia di crescita e trasformazione non ha mai perso la sua radice originaria.
La presidente Isolina Mantelli ricorda gli inizi con commozione. «Siamo partiti senza quasi nulla», ha affermato. «Con pochissimi strumenti e una sola macchina. Il primo computer ci è stato regalato». Gli utenti iniziali erano pochi. «I primi due sono diventati, di fatto, i figli del Centro», ha aggiunto.
Il cammino è stato costruito giorno dopo giorno. Ogni incontro ha rappresentato un passo avanti. «Nel tempo, tutte le persone che ci hanno affiancato hanno avuto un ruolo nella nostra vita», ha sottolineato la presidente. «Alcuni come operatori, altri con affetto e amore. Non avrei mai immaginato che saremmo arrivati fin qui».
Oggi, il Centro è una realtà ampia e radicata. Nonostante le difficoltà. Il contesto di Catanzaro non è sempre stato facile. «In una città come Catanzaro, spesso non semplice e talvolta poco incline a sostenere lo sviluppo di certe realtà, sembrava davvero difficile poter costruire qualcosa di così duraturo», ha commentato la presidente.
La crescita è visibile negli spazi, nei volti e nei numeri. Il Centro non è più composto da pochi operatori. È diventato una vera comunità. Comprende tante persone, ragazzi e iniziative. Possiede più sedi e alimenta sempre più sogni. Offre maggiori possibilità di realizzarli.
La Missione Continua: Accompagnare i Sogni
Il senso profondo dell'associazione rimane limpido. «Il nostro compito è riconoscere e accompagnare i sogni degli altri», ha spiegato la presidente. «Stare accanto a chi ha bisogno. È questa la ragione per cui esistiamo».
Durante la giornata celebrativa, si sono susseguiti ricordi, parole ed emozioni. La direttrice amministrativa Vittoria Scarpino ha condiviso la sua esperienza. Lei è cresciuta professionalmente e umanamente all'interno del Centro. «Tutto è partito da un tavolino e da una scrivania, in una stanza fredda e umida», ha ricordato. «Guarda dove siamo oggi. Sono onorata di aver contribuito alla crescita di questo posto magico, ogni giorno, sassolino dopo sassolino».
Uno sguardo al futuro è inevitabilmente legato alle persone. «Dietro ogni nome che arriva in ufficio c'è una persona», ha sottolineato Vittoria Scarpino. «Ed è questo che ci dà la forza di continuare. Voi siete la nostra forza, ciò che ci spinge ad andare avanti».
Il Centro Calabrese di Solidarietà trascende ogni definizione. «È famiglia, nel senso più profondo e anche contraddittorio del termine», ha affermato un operatore. «È appartenenza. È il luogo in cui riusciamo a fare qualcosa che ha senso. Una costruzione collettiva, dove ognuno lascia e trova pezzi di sé. È un’alchimia».
La Forza della Gentilezza e della Comunità
In questo spazio, la fragilità non è mai una condanna. È un punto di partenza. Anche i gesti più semplici assumono un valore straordinario. Una carezza, una parola, una presenza possono cambiare una vita. Possono trasformare il buio in una strada possibile. Qui la gentilezza non è debolezza, ma forza.
È il rigore di chi accompagna ogni giorno. Chi sceglie di affrontare la propria dipendenza e di ricominciare. Un percorso difficile, spesso lungo. Ma al Centro Calabrese di Solidarietà non si affronta mai da soli. Forse è proprio questo il senso più profondo di questi quarant'anni. Aver costruito, giorno dopo giorno, una comunità che resta. Che accoglie. Che non giudica. Che cammina accanto.
Una comunità che continua a credere, ostinatamente, che ogni vita possa trovare la sua strada. Anche quando tutto sembra perduto. L'associazione rappresenta un faro di speranza nel territorio di Catanzaro. Continua il suo impegno per un futuro più inclusivo e solidale.