Il sindacato Nursing Up ha formalmente diffidato la Regione Calabria riguardo al mancato pagamento delle indennità spettanti al personale di pronto soccorso. L'azione legale mira a ottenere l'erogazione degli emolumenti dovuti, maturati a seguito di accordi sindacali.
Mancato pagamento indennità pronto soccorso
L'ufficio legale del sindacato Nursing Up ha inoltrato un atto di diffida e messa in mora. I destinatari sono figure chiave della sanità calabrese. Tra questi figurano il commissario ad acta Roberto Occhiuto e il dirigente generale del dipartimento Salute, Ernesto Esposito. La richiesta riguarda il pagamento delle indennità di pronto soccorso. Anche il direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, è stato coinvolto. La diffida si estende ai vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione.
Questi emolumenti rappresentano un riconoscimento economico. Sono frutto di un accordo sindacale siglato nel febbraio del 2024. Il sindacato sottolinea come, ad oggi, tali somme non siano ancora state liquidate. Gli operatori sanitari impiegati nei servizi di emergenza e pronto soccorso attendono il dovuto. Le risorse erano state stanziate dal governo centrale. L'obiettivo era ristorare il personale per i turni di lavoro particolarmente stressanti. La ripartizione era stata definita tramite un accordo con le organizzazioni sindacali.
Solleciti ignorati e azione legale
Il documento legale evidenzia una situazione di stallo. Nonostante il piano di riparto regionale sia stato definito il 14 febbraio 2024. Questo piano è stato recepito con il decreto commissariale 55 del 21 marzo 2025. Inoltre, il sindacato aveva già inviato due solleciti urgenti. Le comunicazioni via PEC erano state inoltrate il 17 ottobre 2025 e il 27 novembre 2025. Questi solleciti erano diretti a ottenere il pagamento per i lavoratori interessati. Tuttavia, nessuna somma è stata ancora erogata a titolo di indennità di pronto soccorso. Questa inerzia ha reso necessario l'intervento del legale del sindacato.
La richiesta formale è chiara. Si chiede di procedere all'immediato pagamento. La somma è dovuta agli associati Nursing Up. Il termine ultimo indicato è di cinque giorni dal ricevimento della diffida. Questo atto vale a tutti gli effetti di legge come messa in mora. Il sindacato avverte che, in caso di mancato riscontro entro trenta giorni dalla ricezione. Si procederà con azioni legali. Queste azioni potranno essere intraprese sia in sede civile che penale. L'obiettivo è tutelare i diritti dei lavoratori. Si tratta di diritti lesi e di interessi legittimi degli iscritti al sindacato.
La situazione del personale sanitario
La vicenda mette in luce le criticità che affliggono il personale sanitario calabrese. L'attesa per il riconoscimento economico si protrae da tempo. Questo può generare frustrazione e demotivazione tra gli operatori. Il pronto soccorso è un settore nevralgico del sistema sanitario. Richiede un impegno costante e spesso gravoso. Le indennità sono pensate per compensare questo sforzo aggiuntivo. Il mancato pagamento rischia di minare il morale del personale. Potrebbe anche influire sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.
Il sindacato Nursing Up si pone come garante dei diritti dei lavoratori. La diffida rappresenta un passo deciso per ottenere giustizia. La regione Calabria è chiamata a rispondere prontamente. La risoluzione della questione è fondamentale per ristabilire un clima di fiducia. È importante anche per garantire il corretto funzionamento dei servizi di emergenza. La tutela del personale sanitario è prioritaria. Questo per assicurare la continuità e l'efficacia dell'assistenza medica.
Le prossime settimane saranno decisive. Si attende la risposta della Regione Calabria. L'esito della diffida determinerà le future azioni del sindacato. La speranza è che si possa arrivare a una rapida soluzione. Senza la necessità di ricorrere a vie legali. Il benessere dei lavoratori e la salute dei cittadini dipendono anche da questo.
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