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La Calabria possiede un vasto patrimonio forestale, ma fatica a trasformarlo in sviluppo economico e occupazione. Sindacati chiedono una strategia regionale per valorizzare la filiera legno-energia.

Valorizzare la filiera bosco-legno-energia

La Calabria vanta una delle più estese superfici forestali d'Italia. Nonostante questa ricchezza, la regione non riesce a tradurla in crescita industriale e occupazione. I sindacati CGIL, FLAI CGIL e FILCTEM CGIL dell'Area Vasta chiedono un cambio di rotta alle politiche regionali. La regione dispone di circa 700mila ettari di boschi. Tuttavia, manca una filiera produttiva adeguata.

Si registra una carenza di legname di qualità e semilavorati. Gran parte della materia prima non viene trasformata localmente. È necessaria una programmazione che colleghi la gestione dei boschi alle esigenze produttive. I sindacati evidenziano la contraddizione tra le risorse disponibili e lo sviluppo industriale.

Il ruolo delle biomasse e l'occupazione

Una parte significativa del materiale forestale è destinata alla produzione di cippato per impianti a biomasse. Le stime indicano che la produzione locale copre solo il 55% del fabbisogno. Questo rende necessaria l'importazione di materia prima. I sindacati chiedono una pianificazione attenta della filiera. Bisogna considerare la disponibilità della risorsa e la sostenibilità dei prelievi. Le esigenze industriali ed energetiche devono essere integrate.

Il tema delle biomasse va affrontato senza contrapposizioni. Gli impianti esistenti sono fondamentali per l'energia rinnovabile e la salvaguardia dell'occupazione. Nella sola provincia di Crotone, tre impianti garantiscono quasi mille addetti. Questo patrimonio produttivo e professionale va tutelato. I sindacati propongono un uso più efficiente delle risorse forestali e degli impianti energetici. Si suggerisce il recupero del calore da cogenerazione. Si valutano soluzioni energetiche per edifici pubblici e comunità locali.

Rilanciare il lavoro forestale e la prevenzione

È urgente rilanciare il lavoro forestale, essenziale per la conservazione del patrimonio boschivo calabrese. Dagli anni Settanta, migliaia di maestranze hanno contribuito alla sua costruzione. Politiche prive di visione hanno ridimensionato il settore. Manca un adeguato ricambio generazionale. Gli organici sono ridotti, mentre aumentano le esigenze di manutenzione e prevenzione. Non si può accettare un lento esaurimento della forestazione.

La carenza di manodopera forestale e il mancato sviluppo della trasformazione industriale sono due facce della stessa medaglia. L'importazione di materiale limita le opportunità occupazionali. Servono nuove assunzioni, ma inserite in un progetto di qualificazione. Sono necessari operai forestali, tecnici e professionisti. La formazione deve riguardare pianificazione, prevenzione e gestione sostenibile. L'obiettivo è investire nel capitale umano, coniugando occupazione, innovazione e tutela ambientale.

Una nuova strategia forestale regionale

Gli incendi boschivi rimangono una minaccia. La prevenzione deve essere continua, con manutenzione dei boschi e gestione della vegetazione. Il ripristino della viabilità forestale è cruciale. Garantire l'accessibilità alle aree boscate permette interventi più rapidi. Si riduce così la dipendenza dai mezzi aerei.

I sindacati chiedono alla Regione Calabria di attuare una nuova Strategia forestale. Questa deve essere supportata da risorse adeguate e investimenti pluriennali. Deve integrare tutela ambientale, produzione energetica, sviluppo industriale e politiche del lavoro. Bisogna valorizzare le professionalità esistenti, affiancandole con nuove competenze. La foresta calabrese deve diventare più produttiva e protetta. Ambiente e industria non sono contrapposti, ma parti di un unico sistema. Questo sistema può generare sviluppo sostenibile e occupazione stabile.

Un patrimonio strategico per il futuro

La Calabria deve considerare il proprio patrimonio boschivo una risorsa strategica. I sindacati chiedono un confronto strutturato con la Regione e gli attori interessati. L'obiettivo è passare da interventi frammentati a una programmazione concreta. Questa deve sostenere le imprese, salvaguardare il lavoro esistente e creare nuove opportunità. Le organizzazioni sindacali auspicano un futuro in cui la ricchezza forestale della regione si traduca in prosperità diffusa.

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