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Un giovane di Catanzaro, Marco Mottola D’Amato, 18 anni, potrebbe ricevere il titolo di Alfiere della Repubblica per aver salvato un uomo anziano da un tentativo di suicidio. Il prefetto ha annunciato la proposta al Quirinale, elogiando il coraggio e l'altruismo del ragazzo.

Giovane eroe di Catanzaro salvato uomo anziano

Il gesto di un diciottenne di Catanzaro, Marco Mottola D’Amato, ha evitato una tragedia. Il giovane si è fermato all'alba per soccorrere un uomo di circa 70 anni. Quest'ultimo stava tentando di togliersi la vita da un cavalcavia nella zona nord della città.

La prontezza di Marco ha permesso di scongiurare l'atto estremo. L'episodio, inizialmente un atto di coraggio privato, è stato poi portato all'attenzione pubblica. Il prefetto Castrese De Rosa ha voluto incontrare personalmente il ragazzo. L'incontro ha trasformato il salvataggio in un momento di riconoscimento ufficiale e riflessione comunitaria.

Alla cerimonia erano presenti i familiari di Marco. C'era anche la dirigente del Convitto nazionale “Galluppi”, Stefania Cinzia Scozzafava. La scuola è l'istituto dove Marco frequenta il liceo classico. L'evento è stato carico di forte emozione per tutti i presenti.

Il racconto del salvataggio: parole di Marco

Marco Mottola D’Amato ha raccontato con grande semplicità i minuti cruciali. Stava tornando a casa con amici dopo una serata. Ha notato la presenza di un uomo sul parapetto della tangenziale. L'uomo sembrava intenzionato a scavalcare.

Il giovane ha immediatamente invertito la marcia. Ha abbassato il finestrino della sua auto. Ha rivolto una domanda diretta all'uomo: «Come stai?». Questa semplice domanda ha aperto uno spiraglio nel disperato momento.

«Ad un certo punto è scoppiato in lacrime», ha ricordato Marco. L'uomo ha confessato di non farcela più. Marco ha compreso la gravità della situazione. Ha scelto di continuare a parlare con lui. Evitava di allertare subito le autorità.

La sua preoccupazione era che un intervento rapido potesse provocare una reazione fatale. Le sue parole evidenziano la grande delicatezza del momento. Mostrano il peso delle decisioni prese in pochi istanti.

Marco non si è tirato indietro. Ha scelto di costruire un contatto umano. Ha ascoltato e parlato con l'uomo in difficoltà. La sua azione ha evitato il peggio.

Il gesto di solidarietà e il possibile riconoscimento

Dopo aver convinto l'uomo a desistere, Marco lo ha accompagnato a casa. Lì c'erano persone che gli volevano bene. Successivamente, il giovane è tornato a scuola per le sue lezioni. Nel pomeriggio, ha fatto un ulteriore gesto di attenzione.

È tornato a trovare l'uomo portando un uovo di Pasqua. Un piccolo pensiero per cercare di risollevare il suo morale. Voleva fargli capire di non essere solo e di aver trovato un amico. Questo gesto ha toccato profondamente il prefetto De Rosa.

Il prefetto ha voluto incontrare Marco per un riconoscimento personale. Gli ha consegnato una pergamena. Ha anche annunciato l'intenzione di proporlo al Presidente della Repubblica. La proposta è per il titolo di Alfiere della Repubblica.

«Mi ha commosso molto», ha dichiarato il prefetto. «Questi gesti vanno raccontati. Vanno portati all'attenzione dell'opinione pubblica. Spesso si parla solo di ciò che non va». Ha aggiunto che episodi come questo rischiano di passare in secondo piano.

Il prefetto ha sottolineato il valore del comportamento di Marco. Lo ha contrapposto all'indifferenza generale. «Marco, tornando a casa di notte, vede una persona in difficoltà. Nell’indifferenza generale si ferma, costruisce un dialogo, lo convince a desistere e lo accompagna a casa. E poi torna, con un uovo di Pasqua. Un gesto bellissimo».

La scuola celebra il suo studente modello

Anche la dirigente scolastica, Stefania Cinzia Scozzafava, ha espresso parole di grande orgoglio. Ha consegnato a Marco una lettera di ringraziamento. La lettera proveniva dall'Ufficio scolastico regionale.

«È con profondo orgoglio che rivolgo i miei complimenti al nostro studente Marco», ha affermato la dirigente. «In un momento di grande difficoltà ha dimostrato lucidità e prontezza non comuni. È intervenuto con altruismo e senso di responsabilità per salvare una vita».

Secondo la dirigente, il gesto di Marco rappresenta il senso più autentico dell'educazione. «La nostra scuola non può che riconoscersi in esempi come questo», ha sottolineato. «Testimoniano valori autentici come il rispetto, la solidarietà e il coraggio civile». Ha concluso affermando che il compito della scuola è formare cittadini consapevoli. Cittadini capaci di agire per il bene degli altri.

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