Un'iniziativa di moda e inclusione ha unito detenute e giovani autistici nel carcere di Castrovillari. L'evento, ispirato a Jole Santelli, ha visto la sfilata di abiti creati dalle recluse, dimostrando come la creatività possa abbattere barriere.
Moda e inclusione abbattono le barriere
Le mura del carcere di Castrovillari sono state superate da un evento che ha unito moda e inclusione. L'iniziativa, intitolata «Oltre il confine - Dove il futuro prende corpo», si è svolta nel teatro-auditorium della Casa circondariale «Rosetta Sisca». L'associazione «Jole Santelli» ha organizzato l'evento in collaborazione con la direzione della struttura penitenziaria.
L'obiettivo era abbattere i confini sociali e mentali, spesso invisibili, che circondano realtà come il carcere o la neurodivergenza. La moda è diventata lo strumento per raggiungere questo scopo, promuovendo un messaggio di integrazione e valorizzazione delle differenze.
Le creazioni delle detenute in passerella
Protagoniste della sfilata sono state le donne recluse nel carcere. Hanno ideato e realizzato gli abiti che hanno calcato la passerella, frutto di un percorso formativo specifico. Lo stilista Claudio Greco ha guidato le partecipanti in questo percorso creativo. Le stesse detenute hanno indossato le loro creazioni, mostrando talento e dedizione.
Accanto a loro, hanno sfilato i giovani dell'associazione «Modelli si nasce». Questi ragazzi, affetti da autismo, hanno seguito un percorso di formazione professionale mirato a prepararli per le passerelle. La loro partecipazione ha sottolineato l'importanza di offrire opportunità a tutti, indipendentemente dalle sfide individuali.
Un'iniziativa dedicata a Jole Santelli
L'evento è stato fortemente voluto nel segno e nel ricordo di Jole Santelli, figura di spicco della politica calabrese e prima presidente donna della Regione. La sua visione di una società più inclusiva e attenta alle fragilità ha ispirato l'intera manifestazione.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato la differenza tra ricordo e memoria. Ha spiegato come la memoria collettiva, radicata nella comunità, sia ciò che resta delle grandi figure. Le sorelle di Jole Santelli, Paola e Roberta, continuano a portare avanti lo spirito della loro congiunta attraverso le attività della Fondazione, promuovendo libertà e inclusione.
Il sostegno delle istituzioni
L'iniziativa ha visto la partecipazione e il sostegno di diverse istituzioni. La sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, ha evidenziato l'importanza della collaborazione tra enti. Il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto da remoto, ha ribadito l'impegno verso una giustizia «non carcerocentrica».
Sisto ha posto l'accento sulla salute e la dignità dei detenuti, affermando: «In carcere si può perdere la libertà, ma mai la dignità». Queste parole sottolineano la necessità di un approccio umano e rispettoso all'interno del sistema penitenziario.
L'importanza dell'inclusione sociale
Il direttore del carcere, Giuseppe Currà, ha definito l'inclusione sociale non un atto di beneficenza, ma un segno di «intelligenza collettiva». Ha evidenziato come offrire una seconda possibilità sia fondamentale per il reinserimento e la costruzione di una società più equa. La moda, in questo contesto, diventa un potente veicolo di reintegrazione e autostima.
La madrina dell'evento, Francesca Pascale, ha commentato: «Ogni singola differenza è un arricchimento personale». Ha aggiunto che la società è spesso «molto più avanti della politica» nel comprendere e accettare la diversità. L'evento di Castrovillari ne è una chiara dimostrazione.