A Castrovillari, la Fillea Cgil ha istituito borse di studio per onorare la memoria delle vittime sul lavoro. La vedova di un operaio scomparso denuncia la mancanza di giustizia e la cultura del profitto.
La vedova denuncia la giustizia lenta
«Loro proseguono le loro vite, mentre la condanna la portiamo noi: un ergastolo a vita». Queste le parole di Silvana Malaj. Lei è la vedova di Edison Malaj, un operaio di 55 anni. È deceduto il 16 febbraio 2024. Un cantiere a Frascineto è stato teatro della tragedia. Una lastra di cemento lo ha schiacciato mentre lavorava. La sua testimonianza è stata il cuore di un evento. Si è svolto nell'auditorium del Liceo Scientifico "E. Mattei" di Castrovillari. La Fillea Cgil Calabria ha consegnato borse di studio. Sono state istituite per ricordare chi è morto sul lavoro. Il progetto è dedicato alla cultura della sicurezza. La vedova ha ripercorso il dramma di quel giorno. Ha lanciato un'accusa forte. Ha puntato il dito contro la logica del profitto. «Si esce di casa per lavorare», ha affermato. «Un lavoro deve garantire il rientro a casa».
Profitto e sicurezza: un legame spezzato
«Si vede solo il guadagno sfrenato». Così ha descritto la situazione. Chi gestisce le aziende considera i lavoratori solo fonte di produzione. La prevenzione viene trascurata. «È inaccettabile sentire che le morti sul lavoro sono fatalità», ha dichiarato con forza. «Sono omicidi sul lavoro». La donna ha denunciato i ritardi della giustizia. Sono passati oltre due anni. Diverse udienze preliminari sono andate deserte. Il datore di lavoro non si è mai presentato. «I responsabili devono essere condannati!», ha insistito. Per lo Stato, la vittima è solo una statistica. Un numero. Ma per la famiglia, sono persone che mancano. Volti che lasciano dolori immensi. In uno Stato che riconosce il lavoro come un diritto, si deve garantire il diritto di tornare a casa sani e salvi.
La Fillea Cgil: dati allarmanti e impegno civile
Le parole di Silvana Malaj hanno trovato eco in Simone Celebre. È il segretario generale della Fillea Cgil Calabria. Ha ricordato i dati drammatici della regione. «Solo nel mese di maggio, in Calabria, sono morti sei lavoratori». Ha definito la situazione «inaccettabile in un Paese civile». Celebre ha spiegato la scelta di investire sul mondo della scuola. «La sicurezza non è solo indossare i Dpi», ha sottolineato. «È una questione culturale». È a scuola che si crea una società capace di contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento. La Cgil si è costituita parte civile. Lo farà per la prossima udienza preliminare. È fissata per l'8 luglio. L'obiettivo è «pretendere che si faccia giustizia fino in fondo».
Domande e Risposte
D: Cosa è successo a Frascineto?
R: A Frascineto, un operaio di nome Edison Malaj è morto il 16 febbraio 2024. È stato schiacciato da una lastra di cemento mentre lavorava in un cantiere.
D: Qual è stata la reazione della vedova e del sindacato?
R: La vedova, Silvana Malaj, ha denunciato la lentezza della giustizia e la logica del profitto che sacrifica la sicurezza. La Fillea Cgil Calabria ha organizzato un evento a Castrovillari per ricordare le vittime e promuovere la cultura della sicurezza, costituendosi parte civile per l'udienza del 8 luglio.
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