L'emergenza chironomidi al Lago Trasimeno è stata al centro del dibattito in Consiglio regionale. L'assessora Meloni ha illustrato gli interventi in corso e quelli futuri, mentre il consigliere Giambartolomei ha evidenziato l'impatto economico sul territorio.
Consiglio regionale discute emergenza chironomidi
La proliferazione dei chironomidi sul Lago Trasimeno è stata oggetto di un'interrogazione urgente in Consiglio regionale. La questione è stata sollevata dal consigliere Matteo Giambartolomei di FdI. L'assessora regionale Simona Meloni del Pd ha fornito risposte in merito alle azioni intraprese. La situazione ha creato notevoli disagi alle attività economiche locali.
Giambartolomei ha descritto il fenomeno come una vera emergenza ambientale e igienica. La presenza massiccia di insetti rende difficile lo svolgimento delle attività all'aperto. Gli operatori economici lamentano perdite significative di fatturato. Le imprese del territorio affrontano costi fissi elevati con ricavi drasticamente ridotti.
Il consigliere ha criticato le strategie regionali, definendole insufficienti e prive di una visione a lungo termine. Ha sottolineato il rischio di compromettere irrimediabilmente la stagione turistica. Giambartolomei ha chiesto chiarimenti sulle campagne di disinfestazione e trattamenti larvicidi. Ha inoltre richiesto l'attivazione di un piano d'urgenza straordinario.
Interventi e strategie contro i chironomidi
L'assessora Meloni ha spiegato che la disinfestazione non si è mai interrotta. Si sta valutando l'opportunità di intensificare gli interventi. Per quanto riguarda i ristori, l'assessorato si impegnerà a trovare soluzioni. Per il futuro, si sta elaborando una sperimentazione avanzata che integra diversi elementi.
Meloni ha collegato l'aumento dei chironomidi al peggioramento climatico. La siccità e l'abbassamento del livello idrometrico hanno favorito la proliferazione. Ha citato il caso del Lago Balaton in Ungheria, il più esteso d'Europa, che sta affrontando problematiche simili. Il Trasimeno è il secondo lago laminare d'Europa per estensione.
Sono stati pianificati ed eseguiti trattamenti biologici larvicidi mirati. Questi interventi riguardano sia i chironomidi che le zanzare. Nel corso dell'anno precedente, sono stati effettuati 7 trattamenti complessivi tra maggio e agosto. È stata impiegata un'imbarcazione della provincia di Perugia. Sono stati distribuiti 1.500 litri di prodotto larvicida biologico.
Misure straordinarie e future sperimentazioni
Per la stagione in corso, non si registrano ritardi nell'avvio delle operazioni. Sono già stati effettuati sei interventi larvicidi strategici con cadenza quindicinale. Vista la situazione emergenziale, la campagna di contrasto proseguirà con interventi settimanali. Questo incremento mira a contenere la diffusione degli insetti.
Nel 2023 è stata avviata la questione dell'Isola B. Questa iniziativa, operativa dal 17 maggio 2025, ha permesso di intercettare e rimuovere dall'ambiente circa 100 chili di chironomidi secchi. Questo quantitativo equivale a circa 30 milioni di insetti. Quest'anno, il numero di insetti intercettati ha già raggiunto i 40 milioni.
L'assessora ha ribadito l'impegno della Regione nel monitorare la situazione. Si stanno valutando nuove strategie per affrontare il problema in modo più efficace. La collaborazione con enti locali e istituti di ricerca è fondamentale. Si punta a soluzioni innovative per garantire la sostenibilità ambientale ed economica del territorio.
Domande e Risposte
Cosa sono i chironomidi e perché proliferano?
I chironomidi sono piccoli insetti volanti, innocui per l'uomo, ma la cui massiccia presenza può creare disagi. La loro proliferazione è spesso legata a condizioni climatiche favorevoli, come l'aumento delle temperature e la presenza di acqua stagnante o con livelli idrometrici alterati, che favoriscono la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve.
Quali sono le conseguenze economiche dell'emergenza chironomidi sul Lago Trasimeno?
L'eccessiva presenza di chironomidi può avere un impatto negativo significativo sulle attività economiche del territorio, in particolare quelle legate al turismo e alla ristorazione. La difficoltà nello svolgere attività all'aperto nelle ore serali e pomeridiane porta a una drastica riduzione dei clienti, con conseguenti cali di fatturato per le imprese locali. Questo può compromettere la stagione turistica e la redditività delle attività commerciali.
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