Il centrodestra campano critica il Partito Democratico per gli scioglimenti di comuni dovuti a infiltrazioni mafiose. L'opposizione chiede chiarezza e responsabilità politica.
Infiltrazioni camorra, centrodestra attacca PD
Lo scioglimento di alcuni comuni campani per infiltrazioni criminali ha acceso lo scontro politico. Le amministrazioni locali finiscono nel mirino dell'opposizione. Si tratta di comuni guidati dal Partito Democratico. Il Ministro Piantedosi ha firmato i decreti di scioglimento di recente. L'opposizione attribuisce responsabilità politica al centrosinistra. La gestione del territorio è sotto accusa.
Una conferenza stampa unitaria si è tenuta nella Sala Nassirya del Consiglio regionale. L'incontro è avvenuto a Napoli. Il tema centrale era la legalità. Si è discusso delle infiltrazioni della camorra nella pubblica amministrazione. Erano presenti esponenti di spicco del centrodestra.
Legalità e emergenza democratica nazionale
Hanno partecipato alla conferenza Gennaro Sangiuliano, capo dell'opposizione regionale. C'era anche Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia. Presenti il deputato Gianluca Cantalamessa e il senatore Sergio Rastrelli. Secondo gli esponenti, il fenomeno supera i confini regionali. Si parla di una vera emergenza democratica nazionale. La mappa degli scioglimenti è sotto i riflettori. Anche inchieste giudiziarie hanno colpito centri nevralgici della regione. Caserta è stata sciolta lo scorso anno. Era guidata da un sindaco dem. Nel 2026 sono stati sciolti Sarno e Pagani.
La critica non è rivolta alla magistratura. Viene ribadita piena fiducia nel suo operato. L'attacco è diretto alla responsabilità politica. Si contesta la selezione della classe dirigente. «C'è un problema di legalità», ha affermato Sangiuliano. Questo spiegherebbe anche certi risultati elettorali. «Non si può fare l'antimafia a livello centrale», ha continuato. «E poi consentire questi comportamenti in periferia e in città importanti della Campania». L'ex ministro ha chiesto una risposta diretta alla segretaria del PD, Elly Schlein.
Il ruolo delle liste civiche e il caso San Giuseppe Vesuviano
Il modello delle cosiddette «liste civiche» è finito sul banco degli imputati. Sono descritte come il principale tallone d'Achille dei comuni più popolosi. L'indebolimento dei partiti tradizionali avrebbe aperto le porte a soggetti opachi. I cartelli elettorali locali diventano strumenti di penetrazione dei clan. L'eurodeputato Martusciello ha incalzato. «San Giuseppe Vesuviano è un caso emblematico», ha detto. «Tutta l'amministrazione comunale partecipa a una cena con esponenti della criminalità organizzata». L'opposizione chiede fermamente l'invio di una commissione d'accesso in quel Comune.
«C'è un problema tra la sinistra e la criminalità in Campania», ha sostenuto Cantalamessa. Ha citato lo scioglimento del Comune di Caserta. E quelli di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. «C'è una maggiore infiltrazione della criminalità organizzata nel centrosinistra in Campania», ha aggiunto. A sostegno della tesi, vengono citati dati ufficiali della Commissione parlamentare Antimafia. «Su circa 45 comuni sciolti per infiltrazioni negli ultimi quattro anni in Italia», ha spiegato il senatore leghista. «La stragrande maggioranza era guidata da formazioni civiche». I restanti erano divisi tra centrodestra e centrosinistra.
Rischio scioglimento per i comuni napoletani
Anche Rastrelli ha insistito sui numeri. «Secondo i dati della Commissione parlamentare Antimafia», ha dichiarato. «Oltre il 10% dei comuni della provincia di Napoli è a rischio scioglimento per infiltrazioni». Questa percentuale è al di fuori della media nazionale. «Questo significa che la geografia criminale si sta intrecciando in modo sempre più perverso con quella amministrativa», ha concluso.
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