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L'ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, denuncia una lotta interna al Partito Democratico come causa dello scioglimento del consiglio comunale. Critica la legge sugli enti locali e l'operato di alcuni esponenti del partito.

Vicinanza critica la legge sugli enti locali

Luigi Vicinanza, non più primo cittadino di Castellammare di Stabia, ha commentato lo scioglimento del consiglio comunale. La decisione è stata presa a causa di presunte infiltrazioni camorristiche. Vicinanza ha difeso il suo operato con orgoglio. Ha inoltre mosso dure critiche verso la dirigenza nazionale del Partito Democratico. Ha puntato il dito anche contro l'europarlamentare Sandro Ruotolo. Quest'ultimo si era dimesso da consigliere comunale a gennaio.

Alla domanda sul futuro politico, Vicinanza ha risposto con fermezza. «Ora farò quello che ho sempre fatto: leggerò, studierò, rifletterò», ha dichiarato. Ha così risposto ai giornalisti che gli chiedevano se rimarrà in politica. Ha anche spiegato se si riproporrà alla guida dell'amministrazione cittadina.

Commiato tra applausi e lacrime

Il giornalista di centrosinistra ha guidato la città per tre anni. Il suo mandato è stato segnato dallo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Il suo commiato è avvenuto tra gli applausi e le lacrime dei suoi sostenitori. Vicinanza si è commosso visibilmente. Ha accolto l'affetto di circa un centinaio di cittadini. Molti di loro apparivano spaesati dalla notizia.

Ha poi ringraziato la sua famiglia. Il sostegno familiare è stato fondamentale in questo periodo difficile. «Due scioglimenti in 5 anni: Castellammare è un caso nazionale», ha affermato Vicinanza. Ha sottolineato come il problema delle infiltrazioni mafiose riguardi ormai molte città del Nord Italia. Questo evidenzia che la legge 143, il Testo Unico degli Enti Locali, non funziona più. Serve una modifica che preveda un accompagnamento per i sindaci.

Accuse al Partito Democratico

«Io sono stato lasciato solo», ha tuonato Vicinanza contro il partito guidato da Elly Schlein. Ha accusato il Partito Democratico di essere vittima di una lotta interna. «Sono stato accusato di aver imbarcato liste inquinate», ha proseguito. Ha però ricordato che quelle liste furono compilate e firmate dall'attuale segretario regionale. All'epoca, questi era commissario del Pd. La firma avvenne nella sede del partito, con l'avallo della segretaria Schlein. Se non fossero stati convinti, avrebbero potuto negare il simbolo del partito.

«Mi avevano suggerito di dimettermi prima dello scioglimento», ha rivelato Vicinanza. Si è opposto a questa ipotesi. L'ha definita «politica politicante». Ha spiegato che la città non avrebbe capito. Lo scioglimento, come accaduto a Torre Annunziata, sarebbe avvenuto comunque. Fino all'ultimo, ha lavorato a progetti di riscatto sociale e anticamorra. Tra questi, aperture di scuole e il salvataggio di un asilo nido. Ha anche restituito monumenti e beni confiscati alla camorra. Ha creato un museo e realizzato lavori per chilometri di strade. Ha inoltre aumentato le videocamere di sorveglianza cittadina da 6 a 300. Di queste, 12 sono smart e analizzano le targhe.

Scontro con Sandro Ruotolo

«Ruotolo è un mio collega, facciamo questo lavoro da 50 anni», ha affermato Vicinanza. Ha ricordato che Ruotolo animava la telepiazza di Santoro, mentre lui lavorava per la carta stampata. Ruotolo era capolista del Pd alle elezioni comunali. Era membro della segreteria nazionale e candidato alle europee. Vicinanza ha chiesto a Ruotolo di spiegare se i voti della città fossero validi per le comunali, ma non più dopo la sua elezione. Ha aggiunto che la camorra si combatte con i fatti, restando in carica, non per fare propaganda.

Alla domanda se sia ancora un uomo di centrosinistra, ha risposto affermativamente. «Certo. Una piccola storia miserabile, intendo la polemica costruita politicamente, non cambia la mia formazione e la mia storia», ha spiegato. Ha poi sottolineato che suo padre è morto nel suo letto. I suoi fratelli sono professionisti onesti. Lui non compra droga, non spaccia e non sale su yacht di pregiudicati. Infine, nei lidi che frequenta, paga il biglietto. Queste sono state bordate lanciate a politici locali del centrosinistra. Questi ultimi avrebbero lavorato per le sue dimissioni sin dalla campagna elettorale.