Cronaca

Cassino: Migliaia in corteo per salvare lo stabilimento Stellantis

20 marzo 2026, 11:49 4 min di lettura
Cassino: Migliaia in corteo per salvare lo stabilimento Stellantis Immagine generata con AI Cassino
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Migliaia di cittadini e lavoratori hanno manifestato a Cassino per difendere lo stabilimento Stellantis. La protesta mira a ottenere certezze sul futuro occupazionale e produttivo.

Migliaia in piazza per lo stabilimento Stellantis di Cassino

Una folla imponente ha riempito le strade di Cassino. L'obiettivo era chiaro: sostenere lo stabilimento Stellantis locale. La manifestazione si è svolta il 20 marzo 2026. Migliaia di persone hanno aderito all'appello. Hanno sfilato per chiedere garanzie sul futuro. Il comparto metalmeccanico è centrale per l'economia della zona. Lo stabilimento Stellantis Cassino Plant rappresenta un pilastro fondamentale.

La mobilitazione ha coinvolto non solo i dipendenti diretti. Ha incluso anche l'intero indotto produttivo. La stima dei partecipanti variava. La Questura di Frosinone parlava di circa tremila persone. I sindacati, invece, indicavano cifre più alte, sfiorando i cinquemila. La marcia è iniziata verso le 9:30. Il punto di partenza era piazza De Gasperi, di fronte al Municipio. Il corteo ha attraversato corso della Repubblica.

L'arrivo è stato in piazza Diaz. Qui, il grido unanime era: «Cassino non si tocca». La protesta era un segnale forte. Voleva comunicare la determinazione della comunità. La difesa del sito produttivo è una priorità assoluta. La partecipazione massiccia dimostra la preoccupazione diffusa. L'importanza dello stabilimento va oltre l'occupazione diretta.

Sindacati e politica uniti per il futuro industriale

Alla manifestazione hanno preso parte figure di spicco. Erano presenti i segretari generali dei metalmeccanici. Tra questi, Michele De Palma (Fiom), Rocco Palombella (Uilm) e Ferdinando Uliano (Fim). La loro presenza sottolineava la gravità della situazione. Anche la politica ha mostrato il suo sostegno. Era presente l'ex presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Con lui, una parte significativa del gruppo regionale del Partito Democratico.

Presenti anche il segretario regionale del PD, Daniele Leodori. E il presidente regionale, Francesco De Angelis. Non sono mancati i rappresentanti delle istituzioni locali. Quasi tutti i sindaci del Cassinate hanno partecipato. C'era anche il presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano. Con lui, diversi membri del Consiglio Provinciale. Questa unità di intenti era palpabile.

La presenza di sindacalisti, politici e amministratori locali. Ha rafforzato il messaggio di solidarietà. La difesa del lavoro e dell'industria è un tema trasversale. Ha unito diverse anime della società civile. L'obiettivo comune era chiaro: salvaguardare un patrimonio industriale. E garantire un futuro ai lavoratori e alle loro famiglie.

Le voci dei lavoratori e le richieste sindacali

Durante la manifestazione, sono intervenuti anche i lavoratori. Hanno portato testimonianze dirette. Particolarmente toccante è stato l'intervento dei lavoratori licenziati dalla Logitech. Hanno parlato di «dignità calpestata». Hanno sottolineato la necessità di continuare a far sentire la propria voce. Sia nelle piazze che fuori dai cancelli dello stabilimento. Le loro parole hanno reso la protesta ancora più sentita.

I sindacati hanno spiegato la posta in gioco. Hanno rivelato che il CEO di Stellantis stava definendo il piano industriale. Questo piano sarebbe stato presentato agli investitori a maggio. Una volta finalizzato, sarebbe stato difficile apportare modifiche. Per questo motivo, era cruciale far sentire la propria voce ora. «Meglio allora che diciamo adesso che Cassino non si tocca», hanno affermato. Hanno rivendicato il ruolo e la missione dello stabilimento.

Pur comprendendo le difficoltà del settore automobilistico. Hanno reclamato chiarezza sul futuro. La richiesta principale era di non toccare la produzione di Cassino. Questo stabilimento è vitale per l'economia del territorio. La mancanza di certezze crea ansia e insicurezza. La manifestazione voleva essere un monito. Un segnale forte alle decisioni che verranno prese a livello dirigenziale.

Lo stabilimento di Cassino: produzione e criticità attuali

Lo stabilimento di Cassino ha un ruolo strategico. Attualmente, produce modelli di pregio. Tra questi, le Alfa Romeo Stelvio e Giulia. E la Maserati Grecale. Nonostante la produzione di veicoli di alta gamma. Gli ultimi anni sono stati difficili. Sia nel 2025 che nel primo trimestre del 2026. Le giornate di fermo produttivo hanno superato quelle lavorate. Questo dato evidenzia la precarietà della situazione.

È stato ricordato un punto cruciale. Lo stabilimento di Cassino è l'unico del Gruppo Stellantis in Italia. A non aver visto rispettato un piano industriale. Un piano che prevedeva l'assegnazione di una missione specifica a ogni sito produttivo. La mancanza di un piano chiaro per Cassino genera incertezza. E mina la fiducia dei lavoratori.

Il progetto per le nuove Giulia e Stelvio risulta sospeso. I modelli completamente elettrici erano pronti per la produzione. Tuttavia, non hanno riscosso il successo sperato in termini di ordini. Non è stato possibile, finora, sostituirli con modelli dotati di motorizzazioni ibride. Questa situazione di stallo preoccupa. Richiede decisioni rapide e strategiche per rilanciare la produzione. E garantire la continuità occupazionale.

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