Beni per 5 milioni di euro sono stati confiscati a Cassino a un commerciante di prodotti ittici. La confisca è legata a condanne per usura accumulate in 12 anni.
Confisca beni per 5 milioni a Cassino
La Guardia di Finanza ha confiscato beni per circa 5 milioni di euro. Il destinatario è un imprenditore di Cassino. Opera nel settore del commercio di prodotti ittici e della ristorazione.
L'uomo era stato arrestato nel 2023. Le accuse includono usura. Si sospetta abbia accumulato il suo patrimonio tramite prestiti illeciti. Questi prestiti sarebbero stati concessi specialmente durante e dopo il periodo del Covid.
Il Tribunale di Cassino lo aveva condannato in primo grado. La pena era di 4 anni e due mesi. La Corte di Cassazione ha ora confermato la confisca dei beni.
Dettagli della confisca dei beni
La confisca riguarda un vasto patrimonio. Include nove locali commerciali. Ci sono anche otto appartamenti. Sono stati sequestrati sei locali ad uso garage o deposito. Possiede inoltre cinque terreni.
Sono state confiscate due autovetture. Le quote societarie ammontano a due milioni e mezzo. Le disponibilità finanziarie sfiorano i 350mila euro. I finanzieri hanno spiegato che il patrimonio era intestato fittiziamente. I titolari erano familiari e prestanome.
Sproporzione patrimoniale e attività illecite
Gli inquirenti hanno notato una forte sproporzione. Il valore dei beni era molto superiore alle risorse economiche della famiglia. La sentenza della Cassazione ha confermato questa discrepanza. È stata evidenziata una perfetta corrispondenza temporale. Le tempistiche tra la crescita imprenditoriale, gli investimenti immobiliari e le attività di usura ed estorsione coincidono.
Gli investigatori sostengono che l'uomo abbia agito per 12 anni. Ha colpito decine di vittime. Molti erano commercianti. Si erano rivolti a lui in stato di evidente bisogno. La sua attività illecita si è protratta per un lungo periodo.