A Cassano all'Ionio è stato istituito un nuovo osservatorio diocesano. L'iniziativa mira a studiare, denunciare e supportare le vittime dei poteri mafiosi, promuovendo la legalità e la giustizia.
Nasce osservatorio diocesano contro la mafia
Un importante convegno si è tenuto presso il teatro comunale di Cassano all'Ionio. Durante l'evento è stato ufficialmente presentato l'osservatorio diocesano. Questo nuovo organismo si dedicherà allo studio dei fenomeni mafiosi e alla promozione della legalità sul territorio.
L'iniziativa nasce dalla volontà della diocesi di offrire uno strumento concreto. L'obiettivo è osservare, analizzare e denunciare le attività illegali. Si propone inoltre di offrire supporto alle persone che subiscono le conseguenze di questi poteri occulti o manifesti. Questi poteri, come sottolineato, spesso dominano e opprimono la comunità.
Vescovo Savino: "Legalità è via per la giustizia"
Monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano e vicepresidente della CEI, ha illustrato la natura dell'osservatorio. Lo ha definito uno «strumento di osservazione, studio, denuncia, di accompagnamento soprattutto delle persone che sono vittime di questi poteri occulti». Ha poi aggiunto che spesso si tratta di «poteri talmente visibili che occupano il territorio lo schiavizzano».
Il convegno, intitolato «Vangelo e giustizia dialogano. Quale argine contro la 'ndrangheta'», ha visto la partecipazione di figure istituzionali. Tra gli intervenuti, il procuratore della Repubblica del Tribunale di Castrovillari, Alessandro D'Alessio. Presente anche il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini.
Monsignor Savino ha evidenziato la natura pastorale dell'intuizione. L'osservatorio intende operare in sinergia con le forze dell'ordine e le realtà impegnate per la legalità. «Siamo profondamente convinti che la legalità sia il mezzo per raggiungere la giustizia», ha affermato il vescovo.
Ha poi ricordato le parole di Papa Francesco. Il Pontefice, nel 2014, aveva pronunciato la prima scomunica pubblica ai mafiosi. Savino ha invitato a recuperare quella memoria e a formare «coscienze collettive».
Procuratore D'Alessio: "Ruolo fondamentale dei cittadini"
Il procuratore Alessandro D'Alessio ha descritto la situazione nella Sibaritide. Ha sottolineato l'importanza della consapevolezza dei cittadini. «Se le persone non prendono consapevolezza della necessità di ribellarsi, di farsi sentire, nella consapevolezza di essere cittadini, la sola contrapposizione forte dello Stato serve a poco», ha dichiarato.
Ha rassicurato sulla presenza e l'attenzione dello Stato. «Lo Stato c'è, è presente non arretra, è attento», ha affermato. Tuttavia, ha concluso, «il nostro lavoro deve essere necessariamente completato dal senso civico dei cittadini».
Sindaco Iacobini: "Un pungolo per le istituzioni"
Il sindaco Gianpaolo Iacobini ha descritto l'osservatorio come un'iniziativa diversa dai soliti convegni antimafia. Lo ha definito un organismo che «tiene a battesimo» un impegno concreto. Il suo compito sarà quello di «tenere sveglie le coscienze». Fungerà da raccordo tra le diverse realtà attive sul territorio.
Inoltre, l'osservatorio dovrà essere «anche pungolo nei confronti di coloro i quali la legalità devono o dovrebbero garantirla a ogni istante». L'obiettivo è stimolare un impegno costante verso il rispetto delle leggi.