Il processo per corruzione al Comune di Caserta vede richieste di condanna per tre imputati, tra cui un ex assessore. La vicenda è legata allo scioglimento dell'ente per camorra.
Richieste di condanna nel processo abbreviato
Il sostituto procuratore Giacomo Urbano ha avanzato richieste di condanna per tre persone coinvolte in un processo per corruzione. L'udienza si è svolta davanti al giudice per l'udienza preliminare Pasqualina Gaudiano. La richiesta riguarda un'indagine sulla corruzione all'interno del Comune di Caserta.
In particolare, il pubblico ministero ha domandato una pena di 5 anni di reclusione per l'ex assessore ai Lavori Pubblici, Massimiliano Marzo. Per l'imprenditore Pasquale Marotta, la richiesta è di 2 anni e 8 mesi. Un anno è stato richiesto per Gennaro Rondinone.
Sono state invece chieste due assoluzioni. La richiesta di proscioglimento riguarda Magdi Khachermi, collaboratore di Marzo, e Gaetano Di Tora, dipendente comunale. La decisione finale spetta al giudice.
Prossimi passi e rinvio a giudizio
La prossima udienza è fissata per il mese di settembre. In quella sede, i legali dei cinque imputati presenteranno le loro discussioni. Successivamente, il giudice emetterà la sua decisione per il rito abbreviato. Verranno anche valutate le posizioni degli imputati che hanno scelto il rito ordinario.
Tra questi ultimi figurano l'ex vicesindaco Emiliano Casale. Ci sono anche i dirigenti comunali Franco Biondi e Giovanni Natale. Sono coinvolti anche il dipendente comunale Raffaele Porfidia e gli imprenditori Gioacchino Rivetti e Raffaele Nunziante.
La decisione del giudice determinerà il loro eventuale rinvio a giudizio. La complessità del caso coinvolge diverse figure chiave dell'amministrazione e del mondo imprenditoriale locale.
Le indagini e lo scioglimento del Comune
L'indagine che ha portato alla luce il presunto sistema di corruzione è iniziata nel giugno 2024. Ha avuto un impatto significativo sull'amministrazione guidata dal sindaco Carlo Marino. L'inchiesta ha rivelato un presunto sistema di affidamento degli appalti.
Questo sistema sarebbe stato basato su accordi illeciti. Coinvolti dirigenti comunali, politici e imprenditori. Le accuse includono la ricezione di tangenti e favori in cambio di appalti.
A seguito di queste indagini, è stata disposta una commissione d'accesso. L'obiettivo era verificare possibili condizionamenti di tipo camorristico all'interno dell'ente. La commissione ha confermato la presenza di tali infiltrazioni.
Nel aprile 2025, il Ministero dell'Interno ha decretato lo scioglimento del Comune di Caserta. La motivazione ufficiale è stata quella di infiltrazioni camorristiche. Attualmente, l'ente è gestito da una commissione straordinaria.
Ricorso contro lo scioglimento
L'ex sindaco Carlo Marino, insieme all'ex assessore Massimiliano Marzo, ha presentato un ricorso. Il ricorso era diretto contro la decisione di scioglimento del Comune. La richiesta mirava a ottenere l'annullamento del provvedimento ministeriale.
Tuttavia, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto il ricorso. La decisione del TAR ha confermato la validità dello scioglimento. La gestione commissariale dell'ente prosegue quindi come previsto.