Lo stadio del nuoto di Caserta è inagibile da un anno per mancato certificato antincendio. Atleti di alto livello e persone con disabilità sono costretti a spostamenti e allenamenti itineranti. Si sollecitano interventi urgenti.
Chiusura impianto sportivo a Caserta
Lo stadio del nuoto di Caserta è rimasto inaccessibile per circa dodici mesi. La struttura, di proprietà della Provincia, necessita di lavori di adeguamento. La mancanza del certificato antincendio ha causato la sua chiusura. L'impianto era un importante centro di aggregazione. Accoglieva anche famiglie e persone con disabilità. Negli ultimi anni era diventato un polo d'attrazione per nuotatori di fama. Tra questi figurava anche un campione europeo.
La Time Limit, associazione sportiva locale, seguiva circa 80 atleti di ogni età. Utilizzava la piscina olimpionica, inaugurata nel 1991. La chiusura prolungata ha creato notevoli disagi. Migliaia di cittadini sono costretti a spostarsi in altri comuni. Questo comporta spese e difficoltà logistiche insostenibili. Particolarmente penalizzati sono i giovani con disabilità, specialmente autistici. Avevano trovato nella struttura spazi dedicati e istruttori qualificati.
Atleti di élite costretti a spostamenti
La situazione attuale costringe gli atleti d'élite a un peregrinare tra diverse strutture. Simone Stefanì, campione europeo di vasca corta, si allena ora in modo itinerante. Le gemelle Antonietta e Noemi Cesarano, entrambe vicine alla nazionale, affrontano le stesse problematiche. La loro preparazione è compromessa dalla mancanza di una sede fissa e adeguata. La Time Limit, guidata da Andrea Sabino, si trova in una situazione critica. L'associazione ha raggiunto un alto livello qualitativo, attirando talenti da tutta Italia.
Sabino racconta di come Simone Stefanì si sia trasferito da Lecce a Caserta nel 2019. Lo ha fatto per beneficiare dei metodi di allenamento della Time Limit. Prima di lui, altri atleti di calibro avevano scelto la struttura casertana. Tra questi Stefano Ballo, da Bolzano, quinto alle Olimpiadi di Tokyo. Anche il nuotatore romano Alex Di Giorgio e Arianna Castiglioni, poi campionessa europea, hanno frequentato l'impianto. Le gemelle Cesarano sono cresciute sportivamente sotto la guida di Sabino fin da piccole.
L'associazione ha anche contribuito a inserire questi giovani atleti nei gruppi sportivi delle forze dell'ordine e dei corpi militari. Questo ha offerto loro prospettive future concrete. Sabino sottolinea come Caserta, dal 2018, fosse diventata un punto di riferimento per il nuoto nazionale. Ora, però, la città sta perdendo questa posizione di prestigio. Il progetto di alto livello è fermo. Non arrivano nuovi atleti e quelli presenti sono in difficoltà.
Appello per interventi urgenti
Le sfide quotidiane per gli atleti sono diventate enormi. Gli allenamenti si svolgono tre volte a settimana presso la piscina Scandone di Napoli. Questa struttura dispone di una vasca da 50 metri. Tuttavia, Simone e gli altri atleti necessiterebbero di allenamenti quotidiani nella vasca grande. Gli allenamenti sono ora frammentati. Si svolgono in un giorno a Napoli e poi in piscine da 25 metri a Piedimonte Matese o San Nicola la Strada.
Sabino ha ricevuto proposte di lavoro dalla nazionale di nuoto dell'Azerbaijan. Ha rifiutato per rimanere sul territorio e continuare il suo lavoro. La situazione, però, si fa sempre più complicata. L'allenatore auspica una rapida soluzione da parte della Provincia. È fondamentale che i lavori di adeguamento inizino al più presto. È necessario anche un cronoprogramma chiaro degli interventi. Sabino conclude con un appello accorato: «Non si può far morire un settore che ha fatto crescere tanti ragazzi».