Il Carbonia Film Festival torna per la sua 18ª edizione, presentando cinque film inediti del cinema italiano. L'evento, che si svolgerà dall'11 al 15 novembre, ospiterà anche il regista Abdallah Al-Khatib e celebrerà la cultura visiva con installazioni e mostre.
Il nuovo cinema italiano in vetrina
La città di Carbonia si prepara ad accogliere la diciottesima edizione del suo festival cinematografico. Dall'11 al 15 novembre, la rassegna animerà la comunità mineraria del Sulcis. La Fabbrica del Cinema, situata vicino alla Grande Miniera di Serbariu, e il Cine Teatro Centrale diventeranno i fulcri di un'intensa settimana dedicata alla settima arte. L'evento è promosso dal Csc Carbonia, parte della Società Umanitaria, sotto la direzione di Moreno Pilloni e con la direzione artistica di Francesco Giai Via.
L'obiettivo dichiarato è promuovere «un cinema capace di interrogare il presente, mettere in relazione storie personali e collettive e trasformare la visione in un'occasione di incontro», come spiegato da Paolo Serra, direttore della Società Umanitaria Sardegna. Il cuore pulsante dell'edizione 2026 sarà la competizione dedicata al nuovo cinema italiano. Saranno presentate cinque opere in concorso, con la presenza degli autori per un dialogo diretto con il pubblico.
I film in gara includono White Lies di Alba Zari, Idda di Irene Dionisio, Balcanica di Nicola Sorcinelli, I figli della scimmia di Tommaso Landucci, e Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti. Queste pellicole affrontano temi cruciali per le nuove generazioni, come le sfide della vita adulta, la salute mentale, i legami tra donne, i percorsi migratori, la disabilità e le dinamiche familiari.
Ospiti internazionali e anteprime esclusive
L'edizione di quest'anno vanta la presenza di ospiti di rilievo internazionale. Sarà omaggiato il regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib, che presenterà al pubblico le sue opere. Tra queste, Chronicles from the Siege, premiato come miglior opera prima al festival di Berlino, e Little Palestine, Diary of a Siege. Un'altra anteprima attesa è quella di Odio gli indifferenti di Marco Amenta. Questo film, proiettato in occasione del centenario dell'arresto di Gramsci, offre un ritratto intimo del pensatore attraverso le lettere scritte durante la detenzione.
La chiusura del festival sarà affidata alla musica. Il cantautore Dimartino, accompagnato da Fabrizio Cammarata, si esibirà nel progetto «I luoghi che ci portiamo dentro». Questo evento promette di unire le arti visive e sonore, creando un'esperienza multisensoriale per il pubblico presente a Carbonia.
Arte, cultura e identità locale
Moreno Pilloni sottolinea come il festival si confermi «un contenitore multidisciplinare interconnesso con il tessuto urbano e la sua vita culturale». Ampio spazio sarà dedicato all'arte pubblica e alle espressioni creative che dialogano con il territorio. Lo street artist Skan, nome d'arte di Emanuele Boi, realizzerà un imponente murale presso il Palazzetto dello Sport. L'opera trarrà ispirazione dagli archivi fotografici storici della zona, creando un ponte tra passato e presente.
Un'altra installazione di rilievo sarà Amoramnesia di Giorgio Ferrero, un progetto di video mapping. Questa opera è dedicata al sessantesimo anniversario della Cineteca Sarda, un'istituzione fondamentale per la conservazione e la promozione del patrimonio cinematografico regionale. La mostra fotografica Sguardi Plurali completerà l'offerta culturale, focalizzandosi sulle esperienze delle seconde generazioni nell'Italia contemporanea, un tema di grande attualità sociale.
La sezione Spazio Sardegna esplorerà l'identità e il paesaggio dell'isola, offrendo uno sguardo approfondito sulle specificità locali. Parallelamente, i progetti formativi rivolti a scuole e università confermano Carbonia come un vivace laboratorio di cultura visiva e sociale. Le serate di premiazione si svolgeranno domenica 15 novembre, a partire dalle ore 21, per celebrare i vincitori e concludere ufficialmente la rassegna.
L'assessora regionale alla cultura, Ilaria Portas, ha espresso apprezzamento per la nuova identità visiva del festival, curata dalle sorelle Valentina e Nicole Bertani. «Quest'anno il Carbonia Film Festival si presenta con un'identità visiva e un'immagine che buca lo schermo», ha commentato, evidenziando come questo rispecchi il messaggio della Fabbrica del Cinema e del Cineporto. L'idea è trasformare l'immaginario legato al «mondo sotterraneo, il mondo delle miniere», in un universo «colorato e audiovisivo della superficie», unendo la memoria storica del luogo con la vitalità del cinema contemporaneo.