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L'artista Jago apre le porte del suo nuovo spazio creativo a Capri, un laboratorio-museo immerso nella natura. Qui le sue sculture prendono vita, tra tradizione e innovazione.

Un rifugio creativo sull'isola

Per raggiungere la sede del nuovo laboratorio, è necessario salire sul monte Tiberio. L'ascesa avviene unicamente a piedi. Dalla cima, la celebre piazzetta di Capri appare come un piccolo punto. Da lì si snodano le vie dell'isola. La statua in bronzo del David sorveglia il molo. Sembra richiamare i numerosi visitatori che ogni giorno raggiungono l'isola. Il tramonto illumina le sue forme. È proprio qui che Jago ha scelto di stabilire il suo nuovo studio. Questo spazio ospita il suo secondo museo. L'inaugurazione avviene a pochi giorni da quella di Napoli. Jago ha trovato «una follia che sa d'amore», come ha dichiarato all'ANSA. La visita privata si è svolta nella sua 'casa'. Sarà il luogo dove trascorrerà l'estate. Qui lavora con argilla, gesso e marmo.

L'arte prende forma tra mare e cielo

Le idee si trasformano in progetti concreti. Successivamente diventano modelli e infine sculture. Nel laboratorio, affacciato sul golfo, si percepiscono creatività e passione. Questi elementi seguono un ritmo quasi fuori dal tempo. È un ritmo lento e riflessivo, in sintonia con l'isola. Jago, seduto su una cassa di legno, si racconta. Era lo stesso contenitore che aveva custodito una sua opera. È circondato da modelli in argilla. Le figure femminili sono protagoniste del suo nuovo lavoro. «Rappresenteranno la bellezza araba e saranno velate», ha rivelato l'artista. Ha mostrato per la prima volta il progetto della 'David velata'. L'opera incombeva alle sue spalle.

La velatura: un invito all'immaginazione

«La scelta di usare la velatura in molte opere mi permette di offrire allo spettatore un'esperienza immersiva», ha spiegato Jago. «Innesca il meccanismo della creatività. Invita a immaginare cosa si cela sotto o dentro. Ognuno vedrà ciò che la propria esperienza suggerisce. Come amo dire, le mie sculture appartengono a chi le osserva». La realizzazione in questo luogo aggiunge un elemento di mistero. «Diventa misterioso come questo spazio o il percorso per arrivarci», ha sottolineato. Questo luogo unico amplifica il fascino dell'arte.

Un percorso verso la scoperta

Il sentiero che porta al museo sarà accessibile ai visitatori dal 20 giugno. Data di apertura dello Jago Museum Capri, il secondo spazio espositivo dello scultore. Anche questa sede si trova in Campania. «Mi sono innamorato di questo posto», ha confessato Jago. «È scattato quel pensiero folle che mi spinge a creare l'opera più assurda possibile». Alcune sue creazioni celebri, come quella di papa Ratzinger 'svestito', incarnano questa audacia. Il laboratorio custodisce anche bozzetti e modelli. Potrebbero trasformarsi in future opere in marmo. Tra queste, una dedicata al mito di Ciparisso. Un altro progetto, top secret, trae ispirazione dall'attualità.

L'influenza del luogo sull'artista

«Questo luogo mi sta condizionando», ha ammesso Jago. «Così come le persone che lo abitano. Ho scoperto modi di fare e di trasformare le idee legati a questo posto. Sono diversi da quelli che si trovano altrove. C'è una capacità unica di dare forma a tutto in poco tempo». L'artista rimarrà immerso in questo contesto per i prossimi mesi. La tranquillità dell'isola e il riflesso del mare sulle finestre lo accompagneranno. Successivamente, tornerà a Napoli. Lì completerà la sua 'tela di Penelope'. Si tratta dell'imponente David in marmo. Quest'opera segnerà un nuovo capitolo nella sua carriera artistica.