Economia

Nucleare, Sogin rilancia: «Ripristinare centrali per indipendenza»

15 marzo 2026, 08:49 2 min di lettura
Nucleare, Sogin rilancia: «Ripristinare centrali per indipendenza» Immagine da Wikimedia Commons Caorso
AD: article-top (horizontal)

Nucleare: la proposta di Sogin per l'indipendenza

L'Italia potrebbe riguadagnare centralità nell'industria energetica europea attraverso il ripristino delle centrali nucleari dismesse. Questa è la visione di Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, la società incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari italiani.

Artizzu lancia un appello per evitare l'irrilevanza industriale, sottolineando come il nucleare rappresenti un'opportunità strategica per raggiungere obiettivi di decarbonizzazione e rafforzare la competitività delle imprese.

Le sfide energetiche e il ruolo del nucleare

La proposta arriva in un momento di rinnovato interesse per il nucleare, alimentato da shock petroliferi e instabilità geopolitica. L'Italia, che nel 2011 ha scelto di abbandonare questa fonte energetica tramite referendum, rimane dipendente da petrolio e gas, lontana dall'indipendenza energetica.

La recente adesione dell'Italia all'impegno internazionale per triplicare la capacità nucleare globale, annunciata dal Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, segna una potenziale svolta nella politica energetica nazionale.

Un mix energetico per il futuro

Artizzu evidenzia la necessità di un mix energetico diversificato, prevedendo un raddoppio del consumo energetico entro il 2050. La crescita industriale, la mobilità sostenibile e l'espansione dei data center richiederanno una stabilità energetica che il nucleare può garantire.

A differenza del fotovoltaico, che ha una vita utile di 20 anni, un impianto nucleare può operare per 80 anni, producendo meno CO2 per chilowattora. Questo rende il nucleare una fonte indispensabile e sostenibile per il futuro.

Il paradosso italiano e le prospettive future

L'Italia si trova in una situazione paradossale: pur vantando aziende leader nello smantellamento nucleare e il Politecnico di Milano, la più grande scuola di ingegneria nucleare d'Europa, non possiede centrali operative. Questo ha comportato la perdita di generazioni di professionisti nel settore della costruzione di reattori.

Tuttavia, Artizzu sottolinea che lo smantellamento non preclude la possibilità di costruire nuovi impianti, come gli Small Modular Reactor (SMR) di terza generazione. Questi reattori potrebbero alimentare anche data center e grandi industrie energivore, con la possibilità di riutilizzare il calore prodotto per usi industriali o agricoli.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: