La giustizia ha confermato cinque ergastoli per quattro episodi di lupara bianca a Canosa di Puglia. Le sentenze riguardano omicidi legati al controllo del traffico di droga, con pene severe per gli imputati.
Confermati ergastoli per omicidi a Canosa di Puglia
La Corte d'assise d'appello di Bari ha emesso una decisione definitiva. Sono stati respinti i ricorsi presentati dagli imputati coinvolti in gravi crimini. La sentenza conferma pene detentive molto severe.
Cinque ergastoli sono stati confermati per quattro distinti casi di lupara bianca. Questi episodi si sono verificati a Canosa di Puglia, nell'area nord della provincia di Bari. I fatti risalgono al periodo tra il 2003 e il 2015. Le indagini hanno collegato questi crimini a regolamenti di conti interni al mercato della droga.
I giudici hanno rigettato ogni appello avanzato dagli imputati. La decisione è in linea con la sentenza originale. Questa era stata emessa dalla Corte d'assise di Trani il 26 gennaio 2024. Gli arresti dei presunti responsabili e mandanti sono avvenuti nel novembre del 2021.
Dettagli sulle condanne e i crimini
Le pene inflitte variano per ciascun imputato. Sabino Carbone, 45 anni, dovrà scontare l'ergastolo. A ciò si aggiungono tre anni di isolamento diurno. La sua condanna riguarda gli omicidi di Sabino D'Ambra, scomparso il 14 gennaio 2010. Include anche l'uccisione di Giuseppe Vassalli, sparito il 18 agosto 2015. Infine, è ritenuto responsabile per la scomparsa di Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti, persi di vista dal 1° dicembre 2003.
Daniele Boccuto è stato condannato all'ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno. La sua pena è legata all'omicidio e alla distruzione del cadavere di Vassalli. Questi reati sono aggravati dalla premeditazione e dall'uso del metodo mafioso.
Anche Cosimo Damiano Campanella, 86 anni, riceve l'ergastolo. La sua pena include un anno di isolamento diurno per l'omicidio di Sabino D'Ambra.
Un altro Cosimo Damiano Campanella, 44 anni, nipote dell'86enne, è stato condannato all'ergastolo. La sua pena prevede due anni e due mesi di isolamento diurno. È ritenuto corresponsabile degli omicidi di D'Ambra, Sasso e Sorrenti.
Infine, Cosimo Zagaria, 42 anni, è stato condannato all'ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno. La sua pena è per l'omicidio di Vassalli.
Altre condanne e moventi dei crimini
Pasquale Boccuto ha ricevuto una condanna a 10 anni e sei mesi di reclusione. Le accuse a suo carico sono estorsione, detenzione e porto di arma da guerra. Queste condanne sono aggravate dall'uso dell'arma, dal metodo mafioso e dalla recidiva.
Tutti gli imputati dovranno risarcire le spese legali alle parti civili. La ricostruzione accusatoria della DDA di Bari fornisce i moventi. Giuseppe Vassalli sarebbe stato ucciso e fatto sparire. La sua ascesa nel mercato della droga a Canosa lo rendeva scomodo per Sabino Carbone.
Anche Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, cognati, sarebbero stati eliminati. Volevano una maggiore quota di mercato nello spaccio di droga. I loro corpi sarebbero stati dati alle fiamme. Le ceneri disperse con l'aiuto dell'86enne Campanella.
Sabino D'Ambra, invece, sarebbe stato ucciso perché considerato un informatore delle forze dell'ordine. Le indagini hanno svelato una rete criminale complessa.
Domande frequenti
Cosa sono le "lupare bianche"?
Le "lupare bianche" sono un termine gergale usato nel sud Italia per indicare omicidi di mafia o criminalità organizzata. I corpi delle vittime vengono fatti sparire, rendendo difficile il ritrovamento e le indagini. Questo metodo serve a intimidire e a dimostrare potere.
Qual è stata la pena confermata in appello a Bari?
La Corte d'assise d'appello di Bari ha confermato cinque ergastoli per quattro casi di lupara bianca. Le pene includono anche periodi di isolamento diurno, variabili a seconda della gravità dei reati contestati.
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