Condividi

Arresti a Barletta per un efferato omicidio avvenuto ad aprile 2025. La vittima, Francesco Diviesti, è stata uccisa con colpi di arma da fuoco e poi bruciata. Le indagini hanno svelato un'organizzazione criminale dedita a riciclaggio e traffico di droga.

Omicidio premeditato e metodo mafioso a Barletta

Le autorità hanno eseguito 14 provvedimenti cautelari. Le accuse spaziano dall'omicidio premeditato, aggravato dall'uso del metodo mafioso, alla tentata estorsione. Sono inoltre contestate la detenzione e il porto illegale di armi da fuoco. Anche il riciclaggio internazionale di denaro è al centro delle indagini.

Le misure sono state emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. La Procura speciale anticorruzione di Tirana ha collaborato attivamente. L'operazione è stata coordinata da Eurojust, l'unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione Europea.

Le persone coinvolte sono 10 cittadini albanesi e 4 italiani. Tra gli arrestati figurano anche quattro donne. Le indagini hanno preso avvio dal tragico epilogo della scomparsa di Francesco Diviesti. Il giovane, residente a Barletta, era scomparso il 25 aprile 2025.

Ritrovamento del corpo e indagini sull'omicidio

Il corpo senza vita di Francesco Diviesti è stato rinvenuto quattro giorni dopo la sua scomparsa. Il ritrovamento è avvenuto in un casolare situato a Canosa di Puglia. Tra gli indagati figurano i presunti esecutori materiali dell'assassinio. Uno di questi è Igli Kamberi, un cittadino albanese di 41 anni.

Kamberi era ritenuto il capo di un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti. La sua gestione del traffico di droga avveniva con metodo mafioso a Barletta. Al momento del delitto, erano presenti due italiani. Un uomo e una donna, entrambi di Barletta, avrebbero partecipato all'occultamento delle prove.

Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica del delitto. Diviesti sarebbe stato vittima di un tentativo di estorsione. Questo avrebbe portato al suo sequestro e successivo omicidio. Il giovane sarebbe stato costretto a inginocchiarsi. Poi, è stato colpito da 5 proiettili. I colpi provenivano da due pistole diverse.

Il corpo della vittima è stato infine bruciato. L'incendio è stato appiccato utilizzando copertoni. Questo macabro dettaglio sottolinea la brutalità dell'esecuzione. La scena del crimine è stata accuratamente ripulita dai complici.

Scoperta di un'organizzazione criminale internazionale

Le indagini sul conto di Kamberi hanno permesso di scoprire un'altra attività illecita. È emersa l'esistenza di un gruppo strutturato con base in Albania. Questa organizzazione era specializzata nel riciclaggio di denaro. Era anche coinvolta nel traffico di droga su larga scala.

Il procuratore aggiunto della DDA di Bari, Giuseppe Gatti, ha commentato l'operazione. Ha spiegato che l'omicidio di Diviesti ha evidenziato la ferocia. Ha anche mostrato l'ostentazione della violenza usata dalle mafie. L'obiettivo è creare assoggettamento e terrore nelle comunità.

Igli Kamberi era irreperibile da subito dopo il delitto. Successivamente, era stato arrestato in Ungheria. L'arresto era avvenuto per il possesso di 24 chilogrammi di cocaina pura. Questo avvenne nell'ambito di un procedimento separato. La Procura di Trani stava conducendo quell'indagine.

Le attuali misure cautelari sono state eseguite in diverse nazioni. Gli arresti sono avvenuti in Italia, Albania e Spagna. Questo dimostra la portata transnazionale dell'organizzazione criminale. Le autorità continuano a lavorare per smantellare completamente il gruppo.

Domande frequenti

Chi è stato arrestato per l'omicidio di Francesco Diviesti?

Sono state arrestate 14 persone, tra cui 10 albanesi e 4 italiani. Tra questi, Igli Kamberi, un cittadino albanese di 41 anni, è considerato il presunto autore materiale del delitto. Due italiani, un uomo e una donna di Barletta, sono accusati di aver contribuito a cancellare le prove.

Quali sono le accuse contestate nell'operazione a Barletta?

Le accuse includono omicidio premeditato con l'aggravante del metodo mafioso, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e munizioni, favoreggiamento personale, violazione delle misure di prevenzione e riciclaggio internazionale di denaro.

Questa notizia riguarda anche: