Cronaca

Molise: 55 medici di base verso la pensione entro il 2028

17 marzo 2026, 12:36 5 min di lettura
Molise: 55 medici di base verso la pensione entro il 2028 Immagine generata con AI Campobasso
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La regione Molise affronta una potenziale crisi sanitaria con 55 medici di base che raggiungeranno l'età pensionabile entro il 2028. Nonostante ciò, la regione non registra al momento carenze significative, ma la situazione richiede attenzione per garantire l'assistenza futura.

Medici di base molisani: un futuro a rischio pensione

La Fondazione Gimbe ha diffuso dati preoccupanti riguardo alla sanità in Molise. Entro la fine del 2028, ben 55 medici di medicina generale nella regione raggiungeranno il limite di età per il pensionamento, fissato a 70 anni. Questo dato pone il Molise in una posizione critica a livello nazionale, classificandosi al penultimo posto per numero di medici prossimi alla pensione. La situazione è monitorata attentamente per prevenire future criticità.

Attualmente, il quadro non appare allarmante. Al primo gennaio 2025, il numero medio di pazienti per ciascun medico di famiglia in Molise si attesta a 1.154. Questo valore risulta inferiore alla media nazionale, che è di 1.383 assistiti per medico. La fondazione sottolinea come, a differenza di molte altre realtà regionali, il Molise non stia attualmente sperimentando una vera e propria carenza di medici di medicina generale. La programmazione sanitaria sembra aver retto finora.

Tuttavia, il dato dei pensionamenti imminenti rappresenta un campanello d'allarme. La riduzione complessiva dei medici di base tra il 2019 e il 2024 è stata del -9,4%. Sebbene questa percentuale sia inferiore alla media italiana del -14,1%, la prospettiva di un ulteriore calo dovuto ai pensionamenti richiede una pianificazione strategica. È fondamentale anticipare il ricambio generazionale.

Situazione nazionale e peculiarità molisane

Il report della Gimbe evidenzia come la carenza di medici di base sia un fenomeno diffuso in tutta Italia, colpendo in modo particolare le regioni più grandi. La Lombardia è in testa alla classifica delle regioni con maggiori carenze, registrando un deficit di 1.540 medici. Seguono il Veneto con -747, la Campania con -643, l'Emilia-Romagna con -502, il Piemonte con -463, la Toscana con -394 e il Lazio con -358. Queste cifre indicano una pressione significativa sui sistemi sanitari regionali.

Interessante notare come alcune regioni, tra cui la Basilicata, il Molise e la Sicilia, non presentino carenze di medici di base al momento. Questo dato, seppur positivo, non deve far abbassare la guardia. La situazione potrebbe evolvere rapidamente con l'aumento dei pensionamenti previsti.

Per quanto riguarda la riduzione del numero di medici di base tra il 2019 e il 2024, le regioni che hanno registrato i cali più significativi sono la Sardegna (-40,3%), la Puglia (-26,3%) e la Calabria (-20,2%). Questi dati riflettono dinamiche demografiche e di attrattività della professione medica diverse sul territorio nazionale.

A livello nazionale, il numero totale di medici che raggiungeranno il limite di età per la pensione entro il 2028 è stimato in 8.180 unità. Questo dato generale conferma la necessità di un intervento strutturale per garantire la continuità dell'assistenza sanitaria.

Il futuro della medicina generale: sfide e opportunità

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha commentato la situazione con preoccupazione. «La carenza dei medici di medicina generale», ha affermato, «è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi». La mancanza di una visione a lungo termine nella pianificazione sanitaria è una delle cause principali. È necessario guardare avanti.

Cartabellotta ha inoltre evidenziato la perdita di attrattività della professione negli ultimi anni. «Oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili». La difficoltà nel reperire un medico di base genera ansia e incertezza, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. La vicinanza del medico è un valore aggiunto fondamentale.

Un dato incoraggiante, tuttavia, emerge dal concorso nazionale per il Corso di formazione specifica in Medicina Generale. Nel 2025, i candidati partecipanti sono stati superiori ai posti disponibili in Molise. Si sono registrati infatti +7 candidati, pari a un +70%, rispetto alle borse di studio finanziate. Questo dato contrasta con la media nazionale, che ha visto un aumento del +26%. La regione sembra attrarre un numero maggiore di aspiranti medici di base rispetto alla media.

Questo aumento di interesse potrebbe rappresentare un'opportunità per il Molise. È fondamentale che le istituzioni regionali mettano in campo strategie efficaci per trattenere questi nuovi professionisti sul territorio. Incentivi economici, miglioramento delle condizioni lavorative e supporto alla creazione di reti professionali potrebbero essere soluzioni vincenti. La regione deve dimostrare di essere un luogo attrattivo per i giovani medici.

La sfida principale rimane quella di garantire un adeguato ricambio generazionale e di rendere la professione del medico di famiglia più appetibile. Questo richiede interventi a più livelli, dalla formazione universitaria alla semplificazione burocratica, passando per un riconoscimento economico adeguato. La salute dei cittadini molisani dipende anche dalla capacità di attrarre e mantenere medici competenti e motivati.

La Fondazione Gimbe continuerà a monitorare la situazione, fornendo dati e analisi utili per orientare le politiche sanitarie regionali e nazionali. La trasparenza e la tempestività delle informazioni sono cruciali per affrontare efficacemente le sfide future. La collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e cittadini è essenziale per costruire un sistema sanitario più resiliente e accessibile a tutti.

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