Nuovi accertamenti tecnici verranno eseguiti su telefoni e computer sequestrati nella casa della famiglia Di Vita. L'obiettivo è ricostruire le ultime attività delle vittime e cercare prove relative all'avvelenamento.
Analisi forense su dispositivi elettronici
Personale dello Sco, su delega della Procura di Larino, effettuerà nuove analisi tecniche. L'appuntamento è fissato per venerdì alle 9. La sede scelta è la sala Rosano della Questura di Campobasso. Esperti informatici dell'Anticrimine saranno incaricati del compito. Dovranno estrarre dati da 7 dispositivi elettronici. Questi apparecchi erano stati prelevati il 4 maggio. Si tratta di due iPhone, due modem, un tablet, un PC portatile e due smartphone, Samsung e Redmi. Le operazioni saranno aperte. Indagati e parti offese potranno partecipare. Saranno accompagnati dai loro legali e consulenti. Lo Sco avrà a disposizione 60 giorni. Dovrà consegnare i risultati delle analisi entro questo termine.
Ricerca di informazioni sulla ricina e contatti
Le indagini mirano a raccogliere dati specifici. Si cercano informazioni utili a chiarire i rapporti. Verranno esaminate le navigazioni internet. L'obiettivo è accertare se Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi abbiano cercato di procurarsi la ricina. Mamma e figlia sono le vittime dell'avvelenamento. Si analizzeranno le chat di WhatsApp e altri social network. Particolare attenzione sarà dedicata alle conversazioni. Queste riguarderanno la patologia da ricina. La malattia è stata affrontata in casa e in ospedale tra il 25 e il 28 dicembre. Si cercheranno chat tra Sara e Antonella. Saranno esaminati anche i contatti con parenti e amici. L'identificazione avverrà tramite l'esame dei dispositivi. Si cercheranno commenti sulle modalità di cura. Questi potrebbero riguardare pareri di medici e paramedici. Si vogliono ricostruire le abitudini di vita delle due donne. Verranno analizzati i loro rapporti interpersonali. Si cercano eventuali annotazioni su alimenti consumati. Questo riguarda i giorni immediatamente precedenti all'assunzione di ricina e alla morte. Si indagheranno anche eventuali patologie sofferte dalle vittime. Saranno ricercate informazioni su malattie non precedentemente note. Infine, si cercheranno foto, registrazioni vocali e posizioni dei dispositivi. Verranno esaminate tutte le navigazioni in internet. Il periodo di ricerca è molto ampio. Coprirà dal primo utilizzo fino all'ultimo dei dispositivi.
Contesto dell'indagine e prossimi passi
L'indagine prosegue per fare piena luce sulla tragica vicenda di Pietracatella. L'avvelenamento ha colpito la famiglia Di Vita. La procura di Larino sta coordinando gli sforzi investigativi. L'analisi dei dispositivi elettronici rappresenta un passaggio cruciale. Potrebbe fornire elementi determinanti per comprendere la dinamica dei fatti. La ricerca di informazioni sulla ricina è un punto chiave. Si cerca di capire se l'avvelenamento sia stato premeditato. Le conversazioni e le ricerche online potrebbero rivelare moventi o complici. La partecipazione degli indagati e delle parti offese alle operazioni è prevista. Questo garantisce la trasparenza del processo investigativo. La collaborazione di tutti è fondamentale per arrivare alla verità. I risultati delle analisi saranno consegnati entro 60 giorni. Questo termine darà il tempo necessario per un esame approfondito dei dati. La comunità di Pietracatella attende risposte. La speranza è che giustizia venga fatta per Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Le indagini sono complesse. Richiedono un lavoro meticoloso da parte degli inquirenti. La tecnologia gioca un ruolo sempre più importante. Aiuta a ricostruire eventi e a identificare responsabilità. La procura confida di ottenere elementi utili per chiudere il cerchio.
Questa notizia riguarda anche: