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Il presidente del Consiglio regionale Marche, Gianluca Pasqui, a Muccia ha sottolineato che la ricostruzione post-sisma non sarà completa finché non verranno ripristinati tutti i servizi e i presidi essenziali. Ha evidenziato i progressi ma anche il lavoro ancora da fare per restituire dignità e futuro alle comunità colpite.

Pasqui: ricostruzione completa solo con servizi ripristinati

Il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, ha aperto una seduta dedicata alla ricostruzione post-sisma. L'incontro si è svolto a Muccia, nel cratere sismico. Il sindaco Stefano Antonelli ha portato i saluti iniziali.

Pasqui ha riconosciuto i progressi compiuti finora. Molte abitazioni sono state recuperate. Diversi cantieri sono stati completati. Edifici pubblici e luoghi simbolici sono di nuovo a disposizione delle comunità. Questi risultati sono importanti e meritano apprezzamento.

Tuttavia, ha aggiunto, una ricorrenza come questa impone di affrontare con chiarezza il lavoro ancora da svolgere. La puntualizzazione è arrivata in apertura della seduta. L'assemblea era dedicata alla ricostruzione post-sisma. Si è tenuta a Muccia.

Dignità delle comunità al centro del discorso

Gianluca Pasqui ha espresso la sua convinzione. La ricostruzione non potrà dirsi conclusa finché i territori colpiti dal sisma non avranno tutti i servizi e i presidi essenziali. Questi erano disponibili prima del terremoto.

Questa è una questione che riguarda direttamente la dignità delle comunità. Ricostruire un edificio significa restituire uno spazio fisico. Ricostruire una comunità richiede che quello spazio torni a essere vissuto. Deve essere attraversato dalle relazioni umane.

Pasqui ha proseguito il suo intervento. Richiede scuole per la crescita dei figli. Serve assistenza sanitaria accessibile. Sono necessari collegamenti efficienti e luoghi di lavoro. Servizi pubblici e opportunità sono fondamentali. Permettono alle persone di scegliere questi territori per il loro futuro.

Adeguare i territori ai bisogni attuali

Il ritorno alla normalità non può coincidere solo con il ripristino materiale di ciò che esisteva nel 2016. Il mondo è cambiato in questi anni. Sono cambiate le esigenze delle famiglie. Le condizioni economiche sono diverse. Le prospettive dei giovani si sono evolute.

Abbiamo quindi il dovere di restituire ciò che è andato perduto. Dobbiamo renderlo più sicuro. Dobbiamo renderlo più funzionale. Deve essere adeguato ai bisogni di oggi.

Pasqui ha condiviso la sua esperienza personale. Nel 2016 era sindaco di Camerino. Ha conosciuto la paura di quelle ore. Ha sentito il peso delle decisioni da amministratore. La vita di un'intera comunità fu sconvolta.

Ha visto la fragilità delle certezze quotidiane. Ha compreso quanto sia importante poter contare su qualcuno. Qualcuno che si assuma la responsabilità di esserci nelle situazioni difficili. Quell'esperienza ha profondamente cambiato il suo modo di guardare al territorio. Ha modificato la sua visione delle persone e del servizio pubblico.

La scelta di riunirsi a Muccia

Per queste ragioni, Pasqui e il Consiglio regionale hanno fortemente voluto riunirsi a Muccia. La scelta di portare l'Assemblea legislativa fuori dalla propria sede è significativa. L'obiettivo era raggiungere uno dei territori maggiormente segnati dal sisma.

Le date del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016 rimangono una linea di confine. Rappresentano un prima e un dopo nella vita delle persone. C'erano case, strade, luoghi di lavoro, scuole, piazze. Poi è arrivato il ricordo del momento in cui tutto fu messo in discussione.

Sono trascorsi dieci anni. Un periodo sufficiente per vedere crescere una generazione. Per assistere alla trasformazione delle comunità. Per misurare quanto è stato fatto e quanto ancora attende di essere restituito a questi territori.

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