La Sardegna chiede la revoca dei nuovi bandi per la continuità marittima, ritenuti inadeguati. Richiesta anche una deroga di 5 anni sulla direttiva ETS per le isole.
Nuovi bandi marittimi sotto accusa
È stata presentata un'istanza formale al Ministero dei Trasporti. L'obiettivo è la revoca dei recenti bandi per la continuità territoriale marittima. La Regione Sardegna li considera insufficienti a soddisfare le reali necessità di trasporto. L'assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, ha reso note queste azioni.
I nuovi bandi, in vigore da luglio, sono una copia dei precedenti. Questo accade nonostante le richieste della Regione di un confronto aperto. Si voleva migliorare l'offerta, includendo anche collegamenti dedicati alle merci. L'assessora Manca ha evidenziato un mancato impegno da parte del Governo. Gli oneri di servizio pubblico sono stati ridotti al minimo.
La Regione ha elaborato un documento dettagliato. Chiede al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) la revoca dei bandi in autotutela. Si chiede la sospensione immediata delle gare e delle manifestazioni d'interesse. Si vuole definire un modello di continuità territoriale. Questo modello deve rispettare l'articolo 119 della Costituzione sull'insularità. La Regione deve essere coinvolta attivamente in questo processo.
Richiesta deroga direttiva ETS per le isole
Parallelamente, la Sardegna, insieme alla Corsica, ha inoltrato una richiesta congiunta. Si chiede ai governi di Italia e Francia una deroga. La richiesta riguarda l'applicazione della direttiva ETS (Emissions Trading System). Si desidera una sospensione di 5 anni. La motivazione è la comune condizione di insularità delle due regioni.
Questa richiesta è stata comunicata durante un incontro. L'assessora Barbara Manca ha incontrato le delegazioni di Confindustria Sardegna e Confapi Sardegna. Erano presenti i presidenti provinciali Antonello Argiolas e Pierpaolo Milia. Per Confapi c'era il vicepresidente Gianfranco Lecca.
L'assessora Manca ha definito la richiesta di revoca un «gesto forte». Questo gesto segue una presunta mancanza di ascolto da parte del governo nazionale. Le precise richieste della Sardegna, avanzate durante consultazioni pubbliche ufficiali, non sarebbero state considerate. L'assessorato sta anche lavorando per il trasferimento di competenze e risorse. Lo Stato dovrebbe cedere alla Regione la gestione della continuità territoriale marittima. Questo processo, previsto dal 2006, non è ancora concluso.
Le nuove procedure di gara dovranno essere calibrate sulle esigenze reali. Si parla di passeggeri, merci e comunità locali. L'assessora ha ribadito la necessità di un dialogo costruttivo. Le azioni intraprese mirano a garantire servizi di trasporto adeguati. L'insularità deve essere un fattore riconosciuto e supportato.
La direttiva ETS impone tasse sulle emissioni di CO2. Per le isole, questo potrebbe tradursi in un aumento dei costi di trasporto. La deroga richiesta mira a mitigare questo impatto. Si cerca di evitare ripercussioni negative sull'economia e sulla vita dei cittadini.
La Regione Sardegna continua a battersi per ottenere condizioni di trasporto eque. L'obiettivo è superare gli svantaggi legati alla propria condizione geografica. Il confronto con il Ministero e i governi coinvolti proseguirà.