La maggioranza di governo in Sardegna ha mostrato divisioni interne durante una votazione segreta in Consiglio regionale. La richiesta di sostituzione di un componente di una consulta è stata respinta, portando alla chiusura anticipata dei lavori assembleari.
Consiglio regionale sardo: respinta richiesta assessora Manca
L'assemblea legislativa della Sardegna ha negato una sostituzione proposta dall'assessorato del Lavoro. La richiesta riguardava un membro della Consulta regionale per l'emigrazione. La decisione è arrivata tramite scrutinio segreto.
La maggioranza di governo, definita «campo largo», ha registrato una spaccatura. Il presidente Piero Comandini ha indetto una conferenza dei capigruppo. Successivamente, ha deciso di interrompere immediatamente le attività consiliari.
La seduta, tenutasi nell'Aula di via Roma, si è conclusa con un epilogo inatteso. Un punto di frizione è emerso su una proposta dell'assessora al Lavoro, Desiré Manca. Dopo il voto sul Defr, l'assemblea ha bocciato la sostituzione di Aldo Aledda. La votazione ha visto 29 voti contrari e 19 favorevoli.
Aledda era un componente della Consulta regionale per l'emigrazione. Questo organismo fa capo proprio all'assessorato guidato da Manca. La bocciatura ha scatenato una reazione immediata. Il capogruppo del M5s, Michele Ciusa, ha richiesto la sospensione dei lavori.
Controversia sulla revoca dell'incarico di Aledda
La vicenda ha origine da una delibera della Giunta regionale. Questa era stata approvata il 25 marzo scorso. La proposta, avanzata dall'assessora Manca, mirava a revocare l'incarico di Aldo Aledda. Aledda era un componente esperto della Consulta.
Al suo posto, si proponeva la nomina dell'avvocata Sara Nicole Cancedda. La motivazione ufficiale indicata nell'atto era il venir meno delle condizioni «fiduciario-istituzionali». Queste condizioni avevano sostenuto la nomina iniziale dell'esperto.
Tuttavia, fin dall'inizio, il provvedimento aveva incontrato significative resistenze. La Sesta commissione del Consiglio regionale aveva espresso dubbi sulla legittimità della proposta. Venivano contestate le motivazioni, giudicate insufficienti. Si segnalavano inoltre possibili profili di contenzioso legale.
Questi rilievi avevano indotto la stessa Giunta regionale. In data 24 aprile, la Giunta aveva deciso di sospendere cautelativamente l'efficacia della delibera. L'obiettivo era consentire ulteriori approfondimenti istruttori sulla questione.
Scontro politico e dichiarazioni dell'assessora Manca
Attorno a questo caso si era sviluppato un acceso scontro politico. L'ex presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, aveva definito la vicenda un'«epurazione politica». Sosteneva che l'allontanamento di Aledda fosse privo di adeguate giustificazioni. Contestava inoltre la procedura adottata dalla Giunta.
In aula, l'assessora Desiré Manca ha smentito qualsiasi contrasto personale con Aldo Aledda. Ha ricordato di aver proposto lei stessa la sua nomina. Ciò avvenne dopo una manifestazione pubblica di interesse. Ha inoltre riconosciuto la preparazione, la professionalità e l'esperienza di Aledda.
Secondo l'assessora, la richiesta di revoca sarebbe scaturita da comunicazioni. Queste comunicazioni avrebbero assunto toni «denigratori e diffamatori». I toni erano rivolti nei confronti dell'assessorato e degli uffici regionali competenti.
La bocciatura della proposta in Consiglio regionale evidenzia tensioni all'interno della maggioranza. La chiusura anticipata dei lavori lascia aperte diverse questioni. La Consulta per l'emigrazione vede confermato il suo attuale componente. La maggioranza dovrà affrontare le divisioni emerse.