La Sardegna ha aggiudicato il 96,5% dei bandi legati al PNRR tra il 2021 e il 2025. Tuttavia, solo il 3% dei fondi è stato erogato alle imprese locali, evidenziando una criticità nella distribuzione delle risorse.
Bandi PNRR in Sardegna: un quadro generale
Il mercato delle opere pubbliche in Sardegna ha visto una forte influenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo piano ha rappresentato un motore fondamentale sia per le finanze che per le procedure amministrative regionali.
Tra il 2021 e il 2025, sono state aggiudicate 374 gare d'appalto PNRR-PNC. Il valore totale di queste gare ammonta a circa 5,3 miliardi di euro.
Il PNRR incide per il 9,8% sul numero complessivo di gare per lavori pubblici. Tuttavia, la sua importanza cresce significativamente se si considera la spesa: rappresenta il 46,3% del totale, pari a 11,5 miliardi di euro.
Un dato notevole emerge dall'analisi: il 96,5% del valore delle gare è stato aggiudicato. Questo indica una buona capacità di attuazione da parte del sistema regionale.
Queste informazioni provengono da un monitoraggio condotto dal centro studi della CNA.
Evoluzione temporale e distribuzione delle risorse
L'analisi temporale mostra chiaramente le fasi di attuazione del PNRR. Nel 2021, primo anno di piena operatività, il contributo economico è stato notevole.
Sono state aggiudicate 14 gare per quasi 2,3 miliardi. Questo valore costituiva l'83,4% della spesa totale, dovuto alla presenza di pochi progetti di grande entità.
Nel 2022, il Piano ha raggiunto la piena operatività. Sono state gestite 70 gare per un valore di 1,82 miliardi.
Il picco numerico si è registrato nel 2023, con 189 gare aggiudicate.
Negli anni successivi, il contributo del PNRR è diminuito. Nel 2024, le gare sono scese a 37, per un valore di 124 milioni (il 9,6% della spesa).
Nel 2025, nonostante un aumento del numero di gare a 64, il valore è ulteriormente calato a 38 milioni (il 2,2% della spesa).
Questa dinamica riflette il passaggio dalla fase iniziale di concentrazione delle risorse all'effettiva realizzazione degli interventi.
Focus per Missione: investimenti strategici
La distribuzione delle gare PNRR per missione evidenzia concentrazioni significative di fondi in specifici settori.
La Missione 7 è l'esempio più lampante di concentrazione della spesa. Con 3,1 miliardi totali, il suo peso è dovuto a interventi infrastrutturali di rilevanza nazionale e sovraregionale.
Tra questi spiccano il Tyrrhenian Link (2,2 miliardi) e il collegamento SA.CO.I.3 (oltre 895 milioni).
Di questi, rispettivamente 500 e 200 milioni sono finanziati con risorse PNRR.
La Missione 2, dedicata alla transizione ecologica, presenta un profilo più diversificato. Include interventi di media dimensione (circa 7,8 milioni in media) e una diffusione territoriale più ampia.
Gli ambiti di intervento includono la gestione delle risorse idriche, la produzione di energia e l'economia circolare.
La Missione 1, focalizzata sulla digitalizzazione, conta 438 milioni distribuiti in 16 interventi.
Questi includono infrastrutture per le telecomunicazioni, con l'obiettivo di raggiungere oltre 660.000 numeri civici.
Sono previsti anche interventi per la banda ultra larga in scuole e strutture sanitarie.
Istruzione, ricerca e inclusione: priorità sociali
Dal punto di vista numerico, la Missione 4 (Istruzione e ricerca) detiene il primato.
Questa missione comprende 126 gare, con un importo medio inferiore a 1,3 milioni.
Gli interventi sono principalmente volti alla realizzazione di asili nido, scuole e poli dell'infanzia.
Segue la Missione 5 (Inclusione e coesione), con 116 gare.
Questa missione finanzia interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione degli spazi pubblici.
In Sardegna, esempi concreti includono i lavori del Comune di Cagliari in viale Sant'Avendrace e presso il mercato di San Benedetto.
Criticità: la scarsa partecipazione delle imprese locali
«Nel complesso», affermano Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario e presidente regionale di CNA Costruzioni, «i dati sul PNRR confermano che la Sardegna ha saputo attivare e aggiudicare le risorse del Piano con una capacità attuativa significativa.
Il 96,5% del valore delle gare aggiudicato è un risultato che parla da solo.»
Tuttavia, i due rappresentanti evidenziano una criticità preoccupante: «Solo il 3% della spesa è finito nelle mani di imprese sarde.
Questo significa che le risorse del Piano attraversano il territorio senza radicarsi pienamente nel tessuto produttivo locale.»