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La Sardegna esplora l'uso di una norma di attuazione dello Statuto speciale per gestire le energie rinnovabili. L'obiettivo è tutelare il territorio e ottenere benefici economici concreti dalla produzione energetica.

Norma di attuazione per le rinnovabili

La Sardegna potrebbe impiegare una norma di attuazione dello Statuto speciale. Questo strumento servirebbe a definire il ruolo dell'isola nella gestione dell'energia. La produzione proviene dagli impianti rinnovabili.

Questa possibilità è emersa durante un'audizione. Hanno partecipato il costituzionalista Gian Mario Demuro e il segretario generale della Regione Eugenio Annichiarico. L'incontro si è tenuto presso la commissione speciale Energia del Consiglio regionale. La commissione è presieduta da Stefano Tunis.

Il confronto mira a individuare gli strumenti giuridici adatti. La Regione vuole governare lo sviluppo delle rinnovabili. Si punta anche a tutelare il territorio. L'intento è ottenere ricadute concrete dalla produzione energetica.

Obiettivi e proposte regionali

Tra gli obiettivi indicati da Stefano Tunis c'è la creazione di una società energetica pubblica sarda. Questa entità parteciperebbe alle quote di energia. La quota deriverebbe dagli operatori privati che ottengono le autorizzazioni.

Gian Mario Demuro, docente di diritto costituzionale, ha evidenziato la complessità normativa. Il quadro attuale intreccia competenze nazionali e regionali. Esistono anche vincoli europei. La relazione tra fonti normative nazionali e regionali rende il tema complesso. Anche l'Unione europea ha poteri significativi in materia di sviluppo energetico.

Il costituzionalista ha suggerito di approfondire alcune possibilità. Una di queste è un'intesa con lo Stato. Tale intesa prevederebbe la consultazione preventiva dell'autorità competente. L'autorità si occupa della regolazione dei prezzi dell'energia.

Ulteriori ipotesi e prospettive

Demuro ha indicato altre ipotesi concrete. Si parla di meccanismi di compensazione. Questi meccanismi terrebbero conto degli svantaggi legati all'insularità. Un'altra idea è il ritiro di quote di energia dai produttori. L'energia ritirata sarebbe destinata all'uso pubblico.

Un altro fronte riguarda l'autoproduzione e l'autoconsumo. Questi aspetti andrebbero valorizzati. Le comunità energetiche potrebbero giocare un ruolo importante. Demuro si è detto convinto. Partendo dalle pronunce della Corte costituzionale, si può trovare una sintesi con lo Stato. L'obiettivo è uno sviluppo coerente e coordinato della materia energetica.

L'obiettivo di Tunis è la costituzione di una società energetica pubblica sarda. Questa società diverrebbe proprietaria di quote dell'energia prodotta da operatori privati autorizzati. Questo progetto richiede un percorso istituzionale e giuridico adeguato.

La società potrebbe avere un patrimonio significativo. Questo patrimonio includerebbe i bacini idroelettrici della Regione. Si aggiungerebbero gli impianti di produzione energetica dell'Arst. Anche gli immobili di Igea potrebbero farne parte. Questa ipotesi è stata già annunciata dall'assessore regionale all'Industria.