Avvocati tributaristi riuniti a Cagliari chiedono al governo di non indebolire la riforma fiscale. Si discute di diritti dei contribuenti e nuove tecnologie.
Avvocati tributaristi chiedono stabilità normativa
Il presidente dell'Unione nazionale camere avvocati tributaristi, Gianni Di Matteo, ha lanciato un appello. Si è rivolto direttamente al legislatore durante il congresso nazionale a Cagliari. La richiesta è chiara: i correttivi alla riforma fiscale non devono rappresentare un passo indietro. L'obiettivo è mantenere le scelte coraggiose già compiute. Il tema centrale del congresso è «Legalità e diritti nel sistema fiscale in evoluzione».
Di Matteo ha definito il momento attuale uno «spartiacque». Segna la fine di un'intensa attività normativa. Ora si deve passare alla piena attuazione delle tutele per i contribuenti. L'intervento ha posto l'accento sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Sentenze come Italgomme, Agrisud e Ferrieri e Bonassisa, emesse tra il 2025 e il 2026, hanno condannato l'Italia. Le motivazioni riguardano accessi ispettivi non autorizzati. Sono stati criticati controlli generici e indagini bancarie prive di motivazione. Si è evidenziata la mancanza di un controllo giudiziario indipendente.
L'Uncat chiede che queste pronunce diventino un punto di riferimento. Devono guidare uffici, giudici e legislatori. Secondo Di Matteo, queste sentenze hanno riconosciuto uno squilibrio. Esiste una disparità tra i poteri dell'amministrazione finanziaria e il diritto di difesa. L'Uncat ha sempre denunciato questa situazione. Il presidente ha però avvertito che la strada non sarà semplice. Non bisogna farsi illusioni sulla facilità del processo.
Critiche sulle sanzioni e sul contraddittorio preventivo
Sul fronte delle sanzioni, sono emerse critiche significative. Si contesta la mancata applicazione del principio del favor rei. Questo principio favorisce l'imputato in caso di leggi più favorevoli nel tempo. È stata giudicata inefficace anche la limitazione degli effetti sul giudizio tributario. La limitazione riguarda la sola assoluzione dibattimentale. Di Matteo ha sottolineato la differenza dei tempi processuali. I due processi, quello penale e quello tributario, seguono ritmi diversi.
Riguardo al contraddittorio preventivo, i decreti attuativi dello Statuto hanno escluso alcune categorie di atti. Per Di Matteo, l'Agenzia delle entrate spesso non fornisce la motivazione rafforzata. Questa motivazione dovrebbe accompagnare le osservazioni del contribuente. Il risultato è un istituto che non aggiunge garanzie concrete. Viene meno la sua efficacia nel tutelare il cittadino.
Intelligenza artificiale e il ruolo dell'avvocato tributarista
È stato invece apprezzato il decreto omnibus 218/2026. Questo decreto limita la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci. La limitazione si applica alle società a ristretta base azionaria. Tuttavia, Di Matteo ha precisato che il tema delle presunzioni rimane aperto. Richiede ulteriori approfondimenti e possibili modifiche.
Un capitolo importante è stato dedicato all'intelligenza artificiale. I progetti del Mef prevedono un suo uso massiccio nell'analisi e nell'accertamento fiscale. Di Matteo ha definito questa prospettiva non più un rischio astratto. È diventato un pericolo concreto. Il rischio è la mancata verifica umana dei dati. Ha sollecitato la creazione di una base normativa puntuale. È fondamentale garantire l'intervento umano nei processi. Deve essere riconosciuto il diritto di contestare gli esiti. Inoltre, devono essere stabiliti limiti chiari alla conservazione dei dati.
In conclusione, il presidente ha ribadito il ruolo cruciale dell'avvocato tributarista. Oggi questa figura è un vero e proprio consulente. Accompagna le imprese e i cittadini in ogni fase del loro rapporto con il fisco. Offre supporto e tutela in un sistema sempre più complesso.