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La Fondazione Gimbe evidenzia gravi ritardi nell'attuazione del Pnrr dedicato alla salute in Sardegna. Progetti cruciali come Case e Ospedali di Comunità sono indietro rispetto agli obiettivi nazionali, mettendo a rischio il raggiungimento dei target europei e la restituzione di fondi.

Ritardi nelle Case della Comunità

La Sardegna presenta un quadro preoccupante riguardo l'attivazione delle Case della Comunità. Sono previste 79 strutture sull'isola. Tuttavia, solo 41 di queste, pari al 51,9%, hanno dichiarato almeno un servizio operativo. Questo dato è inferiore alla media nazionale, che si attesta al 45,5%. I dati sono stati raccolti da Agenas e si riferiscono alla situazione al 31 dicembre 2025. Questi ritardi strutturali ostacolano l'efficace implementazione dell'assistenza territoriale. La figura del medico di famiglia, essenziale per il successo di queste strutture, risulta ancora poco integrata nei piani operativi regionali.

Ospedali di Comunità ancora indietro

La situazione degli Ospedali di Comunità in Sardegna è ancora più critica. Sono stati pianificati 35 presidi. Di questi, soltanto 2, ovvero il 6%, hanno attivato almeno un servizio. Il confronto con la media italiana, che raggiunge il 27%, evidenzia un divario significativo. Anche in questo caso, i dati provengono da Agenas e si riferiscono alla fine del 2025. La lentezza nell'attivazione di questi presidi sanitari compromette l'obiettivo di rafforzare la rete ospedaliera intermedia. La carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico, aggrava ulteriormente il quadro generale. Questi ritardi rappresentano un ostacolo concreto al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Fascicolo Sanitario Elettronico: luci e ombre

Per quanto concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) regionale, la Sardegna ha reso disponibili 16 documenti sui 20 previsti. Questo dato è leggermente superiore alla media italiana, che si attesta a 14 documenti. I dati ministeriali si riferiscono al 30 settembre 2025. Tuttavia, un aspetto critico emerge dalla percentuale di adesione dei cittadini. Solo il 24% dei residenti in Sardegna ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti sanitari nel FSE. La media nazionale, invece, raggiunge il 44%. Questa bassa partecipazione limita l'efficacia del sistema e la sua capacità di fornire un quadro completo della salute del cittadino. L'adesione al FSE è fondamentale per migliorare la continuità assistenziale e l'efficienza del sistema sanitario regionale.

Allarme Gimbe: Pnrr a rischio

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, lancia un forte avvertimento. A soli tre mesi dalla scadenza per la rendicontazione finale della missione salute del Pnrr, prevista per il 30 giugno 2026, gli obiettivi appaiono lontani. Cartabellotta sottolinea che l'obiettivo di rendere Case e Ospedali di Comunità pienamente funzionanti è ancora irraggiungibile. I ritardi accumulati sono inaccettabili e le disuguaglianze tra le regioni si stanno ampliando. Le cause principali identificate sono i ritardi strutturali, l'attivazione parziale dei servizi e la cronica carenza di personale sanitario qualificato. Il mancato coinvolgimento dei medici di famiglia nell'assistenza territoriale è un ulteriore fattore critico per le Case della Comunità.

Rischi per i fondi europei

Il Governo e le Regioni sono chiamati ad un'azione di accelerazione immediata. La Fondazione Gimbe evidenzia due rischi concreti legati alla mancata rendicontazione finale del Pnrr. Il primo e più grave è il mancato raggiungimento dei target europei, che potrebbe comportare la restituzione dei contributi a fondo perduto ricevuti dall'Unione Europea. Il secondo rischio è quello di raggiungere il target nazionale grazie ai risultati di poche regioni virtuose, senza però colmare le disparità territoriali esistenti. Anzi, queste disuguaglianze rischiano di accentuarsi ulteriormente, creando un sistema sanitario a più velocità. La rendicontazione finale del Pnrr, al momento, non prevede proroghe temporali, rendendo l'urgenza ancora più pressante.

Contesto del Pnrr Salute in Sardegna

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenta un'opportunità storica per il rilancio del sistema sanitario italiano, con una dotazione finanziaria significativa destinata al potenziamento delle strutture territoriali. In Sardegna, l'attuazione di questi fondi è cruciale per superare le criticità storiche dell'assistenza sanitaria, caratterizzata da un'ampia estensione geografica e da una distribuzione non sempre omogenea dei servizi. Le Case della Comunità sono pensate per diventare il fulcro dell'assistenza primaria, integrando medici di base, specialisti e servizi diagnostici di base. Gli Ospedali di Comunità, invece, mirano a fornire un'assistenza intermedia tra domicilio e ospedale, per pazienti che necessitano di cure continuative ma non di ricovero acuto. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è uno strumento digitale fondamentale per migliorare la gestione dei dati sanitari dei cittadini, facilitare la continuità delle cure e ottimizzare l'accesso alle informazioni da parte dei professionisti sanitari. La bassa adesione in Sardegna potrebbe essere legata a diversi fattori, tra cui la scarsa alfabetizzazione digitale di una parte della popolazione, la mancanza di campagne informative efficaci o problemi di usabilità della piattaforma. La Fondazione Gimbe, con il suo monitoraggio indipendente, mira a garantire la trasparenza e l'efficacia nell'utilizzo dei fondi pubblici destinati alla salute, sollecitando interventi correttivi tempestivi per evitare sprechi e disuguaglianze.

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