Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato l'assestamento di bilancio per il triennio 2026-2028. Previste maggiori entrate per oltre 957 milioni di euro, destinate anche a coprire il deficit sanitario.
Approvato assestamento bilancio regionale
Il Consiglio regionale ha dato il suo via libera. È stato approvato un secondo disegno di legge finanziaria. L'Aula ha votato a maggioranza il testo sull'assestamento di bilancio. La votazione ha registrato 34 voti favorevoli e 20 contrari.
Il documento certifica entrate aggiuntive per il 2026. Il totale lordo ammonta a 1 miliardo 175 milioni di euro. Queste maggiori entrate derivano da conguagli fiscali. I conguagli si riferiscono al triennio 2023-2025. Si aggiungono maggiori entrate tributarie per il 2026. Sono incluse anche entrate riscosse direttamente dalla Regione.
Da questa cifra lorda vanno detratte alcune quote. Devono essere riversate allo Stato. Rimangono inoltre i residui attivi. Dopo queste sottrazioni, le risorse effettivamente disponibili ammontano a 957,46 milioni di euro. Queste somme saranno prudentemente allocate nella Missione 'Fondi e accantonamenti'.
Fondi aggiuntivi e copertura deficit sanitario
A questa cifra si sommano ulteriori risorse. Si tratta di 510 milioni 206.558,23 euro. Questi provengono dagli avanzi di bilancio del 2025. Questi avanzi sono stati certificati dal ddl Rendiconto 2025. Quest'ultimo era stato approvato il giorno precedente.
Il disegno di legge di variazione di bilancio, che sarà discusso prossimamente, disporrà quindi di un totale di risorse pari a 1 miliardo 467,6 milioni di euro. Per l'anno 2027, si prevedono maggiori entrate per circa 109,8 milioni di euro. Nel 2028, questa cifra potrebbe salire a 112 milioni di euro.
Il ddl autorizza inoltre uno stanziamento di 318,3 milioni di euro. Questi fondi serviranno a coprire il disavanzo provvisorio delle aziende sanitarie. Il disavanzo si riferisce all'anno 2025. L'obiettivo è garantire l'equilibrio finanziario del sistema sanitario regionale. Si vuole assicurare la continuità dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Sono stati riconosciuti anche alcuni debiti fuori bilancio. Questi sono di modesta entità. Derivano principalmente da omissioni amministrative.
Critiche dall'opposizione sulla gestione sanitaria
Il relatore di minoranza, Fausto Piga (FdI), ha criticato l'atto. Ha definito l'approvazione «non un mero adempimento tecnico». Ha sottolineato che il bilancio non finanzia nuovi interventi. La programmazione viene rimandata alla variazione di bilancio. Piga ha evidenziato la copertura provvisoria del disavanzo sanitario. Lo ha definito un «buco superiore allo scorso anno del 47%». Ha attribuito la situazione a «malagestione nella sanità».
Anche il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, ha espresso preoccupazione. Ha osservato che «il 60% delle maggiori entrate» è destinato a «tappare i buchi del sistema sanitario». Ha aggiunto che, se il sistema funzionasse, non ci sarebbero obiezioni. Piga e Truzzu hanno sfidato la presidente della Giunta, Alessandra Todde. L'hanno invitata a rinunciare allo scudo erariale. Questo di fronte a eventuali richieste di risarcimento da parte dei commissari delle aziende sanitarie rimosse. Hanno definito le rimozioni «senza giusta causa e in modo incostituzionale».
Possibile apertura su variazioni di bilancio
L'assessore del Bilancio, Giuseppe Meloni, ha mostrato apertura. Ha dichiarato che è possibile un'intesa con l'opposizione. Questo avverrà quando si discuterà nel merito il ddl di variazione di bilancio. Ha ipotizzato che le proposte dell'opposizione possano coincidere con quelle della maggioranza. Ha evidenziato la «notevole disponibilità di risorse». Questo grazie alle maggiori entrate e all'avanzo di amministrazione.