In Sardegna, quasi tutti i bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati aggiudicati, ma solo una piccola parte dei fondi raggiunge le imprese locali.
Lavori pubblici in Sardegna guidati dal Pnrr
Il mercato delle opere pubbliche in Sardegna, tra il 2021 e il 2025, è stato fortemente influenzato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questo piano ha avuto un impatto cruciale sia dal punto di vista finanziario che procedurale.
Sono state aggiudicate 374 gare legate al Pnrr e al Piano Nazionale Complementare (Pnc) nell'isola. Il valore totale di questi appalti ammonta a 5,3 miliardi di euro.
Il Pnrr rappresenta il 9,8% del numero totale di gare per lavori pubblici. Tuttavia, incide per il 46,3% sulla spesa complessiva, pari a 11,5 miliardi. Un dato significativo è che il 96,5% del valore delle gare è già stato aggiudicato.
Questo risultato indica una buona capacità di attuazione da parte del sistema regionale. Queste informazioni provengono da un monitoraggio effettuato dal centro studi della Cna.
Andamento delle gare Pnrr in Sardegna
L'analisi temporale mostra chiaramente le fasi di attuazione del Pnrr. Nel 2021, primo anno di piena operatività, il contributo economico è stato notevole. Si sono registrate 14 gare per quasi 2,3 miliardi, corrispondenti all'83,4% della spesa totale.
Questo picco è dovuto alla presenza di pochi progetti di grande entità. Nel 2022, il Piano ha raggiunto la piena operatività con 70 gare per 1,82 miliardi. L'anno successivo, il 2023, ha visto il maggior numero di gare, ben 189.
Negli anni successivi, il contributo del Pnrr è diminuito. Nel 2024, le gare sono scese a 37 per 124 milioni (il 9,6% della spesa). Nel 2025, nonostante un aumento del numero di gare a 64, il valore si è ulteriormente ridotto a 38 milioni (il 2,2%).
Questa dinamica riflette il passaggio dalla fase iniziale di concentrazione delle risorse a quella di realizzazione degli interventi.
Priorità di spesa del Pnrr in Sardegna
La distribuzione delle gare Pnrr per missione evidenzia una concentrazione delle risorse in specifici ambiti. La Missione 7 è l'esempio più lampante di questa concentrazione.
Con 3,1 miliardi totali, il suo peso è dato da interventi infrastrutturali di rilevanza nazionale e sovraregionale. Tra questi figurano il Tyrrhenian Link (2,2 miliardi) e il collegamento SA.CO.I.3 (oltre 895 milioni).
Di questi, rispettivamente 500 e 200 milioni sono finanziati da fondi Pnrr. La Missione 2, dedicata alla transizione ecologica, presenta un profilo più diversificato.
Include interventi di medie dimensioni (7,8 milioni in media) e una diffusione territoriale più ampia. Si tratta di progetti legati alla gestione delle risorse idriche, alla produzione di energia e all'economia circolare.
La Missione 1, focalizzata sulla digitalizzazione, conta 438 milioni distribuiti in 16 interventi. Questi includono infrastrutture per le telecomunicazioni e la banda ultra larga per scuole e strutture sanitarie.
Missioni con più gare e criticità per le imprese locali
Dal punto di vista numerico, la Missione 4 (Istruzione e ricerca) guida la classifica con 126 gare. L'importo medio di queste gare è inferiore a 1,3 milioni.
Questi fondi sono principalmente destinati alla costruzione di asili nido, scuole e poli dell'infanzia. Segue la Missione 5 (Inclusione e coesione) con 116 gare.
Gli interventi riguardano la rigenerazione urbana e la riqualificazione di spazi pubblici. In Sardegna, esempi concreti includono i lavori del Comune di Cagliari in viale Sant'Avendrace e al mercato di San Benedetto.
Francesco Porcu, segretario regionale di CNA Costruzioni, e Mauro Zanda, presidente regionale, hanno commentato i dati. Hanno affermato che «i dati sul Pnrr confermano che la Sardegna ha saputo attivare e aggiudicare le risorse del Piano con una capacità attuativa significativa».
Hanno aggiunto che «il 96,5% del valore delle gare aggiudicato è un risultato che parla da solo». Tuttavia, hanno evidenziato una criticità: «solo il 3% della spesa è finito nelle mani di imprese sarde».
Questo dato preoccupa profondamente. Significa che «le risorse del Piano attraversano il territorio senza radicarsi pienamente nel tessuto produttivo locale».