Liguria e Sardegna uniscono le forze per contestare la tassa Ets europea sul trasporto marittimo, definita un peso economico insostenibile per la Blue Economy. Le due regioni puntano a sensibilizzare l'Europa sugli impatti negativi di questa imposizione.
Critiche alla tassa Ets sul trasporto marittimo
La tassa ambientale, nota come Ets, sta suscitando forti preoccupazioni. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha espresso un giudizio netto durante un convegno a Cagliari. Ha sottolineato come questa misura sia vista negativamente da tutto il settore dello shipping, inclusi operatori come Assarmatori.
La critica principale verte sull'incidenza economica sproporzionata rispetto all'impatto ambientale reale. Le navi, infatti, contribuiscono solo per il 2,5% alle emissioni totali di CO2. Tassare una percentuale così esigua del totale appare, secondo Bucci, quasi irragionevole, soprattutto considerando che il resto delle emissioni non è soggetto a tassazione analoga.
L'importanza strategica del trasporto marittimo
Marco Bucci ha evidenziato il ruolo cruciale del trasporto marittimo per l'economia globale. Le vie del mare gestiscono l'85% delle merci scambiate a livello mondiale. Inoltre, sono fondamentali per la trasmissione delle informazioni digitali tramite cavi sottomarini.
Il governatore ha usato un esempio concreto per illustrare la dipendenza del mondo moderno dai trasporti navali. La maggior parte dei beni di consumo, come i telefonini, viaggia per settimane su navi per raggiungere le destinazioni. La chiusura dei porti e delle rotte marittime avrebbe conseguenze catastrofiche, paralizzando il mondo in pochi giorni.
Richiesta di revisione e impatti economici
La decisione di tassare un settore così vitale senza una piena comprensione delle sue dinamiche e degli effetti positivi sul territorio è considerata inaccettabile. La Liguria e la Sardegna si dichiarano fermamente contrarie a questa imposizione.
L'obiettivo è esercitare ogni sforzo per ottenere un cambio di rotta da parte dell'Europa. A Genova, l'impatto della tassa è stimato intorno ai 140 milioni di euro, una cifra considerevole. Anche il turismo, componente essenziale dell'economia sarda e ligure, rischia di risentirne pesantemente.
Queste regioni condividono un modello turistico simile, basato sull'esperienza e sull'attrattività del territorio. Il turismo moderno deve essere supportato e sviluppato, non gravato da nuove tasse. La collaborazione tra le regioni mira a rafforzare le economie locali e a creare nuove opportunità occupazionali.
Domande frequenti
Cos'è la tassa Ets contestata da Liguria e Sardegna?
La tassa Ets (Emissions Trading System) è un sistema di scambio di quote di emissione introdotto dall'Unione Europea. Nel contesto del trasporto marittimo, mira a ridurre le emissioni di gas serra tassando le navi in base alla CO2 emessa. Liguria e Sardegna la ritengono eccessivamente penalizzante per il settore.
Quali sono le ragioni principali dell'opposizione alla tassa Ets?
Le regioni evidenziano che le emissioni navali rappresentano una piccola percentuale del totale globale di CO2. Temono inoltre un impatto economico negativo sul commercio marittimo, sulla logistica e sul turismo, settori vitali per le loro economie. Si critica la mancanza di comprensione degli effetti concreti della tassa.
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