Il progetto "GRAZIA 100" della Regione Sardegna porta l'eredità di Grazia Deledda nelle scuole superiori per celebrare il centenario del Premio Nobel. L'iniziativa mira a coinvolgere gli studenti attraverso laboratori creativi e visite ai luoghi simbolo della scrittrice, rendendo la sua opera viva e attuale.
Nuovo progetto per le scuole sarde
La Regione Sardegna ha lanciato un'iniziativa ambiziosa. Si chiama "GRAZIA 100. Leggere, vivere, raccontare Deledda". L'obiettivo è far conoscere l'opera di Grazia Deledda alle nuove generazioni. Questo avviene nell'anno in cui si celebra il centenario del suo Premio Nobel. L'assessorato regionale della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ha ideato il progetto. La realizzazione è affidata all'Aps Il Club di Jane Austen Sardegna.
Coinvolti sedici istituti superiori
L'assessora Ilaria Portas ha presentato il programma a Cagliari. Erano presenti anche Gabriela Podda, presidente dell'Aps, e Giuditta Sireus, direttrice artistica del Club. Il progetto coinvolgerà 16 istituti superiori. Saranno interessate 32 classi, per un totale di circa 700 studenti. Le attività si svolgeranno in otto aree territoriali dell'isola. Queste includono Cagliari e la sua area metropolitana, il Sulcis, il Campidano, l'Ogliastra, l'Oristanese, il Nuorese, il Sassarese e la Gallura.
Laboratori creativi e attualità deleddiana
Attraverso letture mirate e laboratori pratici, le opere della scrittrice diventeranno spunto per la creatività. Gli studenti potranno cimentarsi in diverse forme espressive. Si spazierà dalla scrittura alla fotografia, dai podcast alle performance artistiche. L'intento è trasformare i testi deleddiani in materia viva di confronto e invenzione. L'assessora Portas ha sottolineato l'attualità di Grazia Deledda. Ha affermato: «È ancora molto attuale». La Regione Sardegna ha voluto una visione integrata e diffusa della sua figura. L'obiettivo è lasciare un insegnamento duraturo, non solo cerimonie astratte. «Portiamo il Nobel direttamente dentro le aule», ha aggiunto l'assessora. Si vuole trasformare la memoria in un'esperienza viva e partecipata.
Percorso didattico in quattro fasi
Il percorso formativo si articola in quattro fasi distinte. La prima è "Scoprire Grazia". Questa prevede incontri territoriali con studiosi ed esperti. Serviranno a introdurre la figura dell'autrice, il significato del suo Premio Nobel e il contesto storico-culturale delle sue opere. Segue "Vivere Grazia". Questa fase si concentra su laboratori didattici basati su metodologie attive ed esperienziali. Si utilizzeranno scrittura, immagini, gioco e immedesimazione. La terza fase è "Raccontare Grazia". Qui ogni classe dovrà realizzare una restituzione creativa. Potrà trattarsi di un video, un podcast, un reading, una performance, un'installazione artistica o un progetto grafico. Tutte queste creazioni confluiranno in un racconto collettivo. L'ultima fase è "Incontrare Grazia". Una rappresentanza degli studenti sarà accompagnata a Nuoro. Visiteranno luoghi simbolo della scrittrice, come la Casa Museo e la Chiesa della Solitudine. Qui presenteranno le loro creazioni in una giornata di confronto regionale.
La scrittrice vive attraverso i giovani
Giuditta Sireus, direttrice artistica, ha condiviso la sua prospettiva. Da studentessa, ha compreso l'importanza della penna di Grazia Deledda. Si è chiesta come celebrare davvero una scrittrice a cento anni dal Nobel. E come raggiungere i giovani. La risposta trovata è stata: «Riportandola ai lettori». Per Sireus, un classico continua a vivere solo se le nuove generazioni possono incontrarlo. Possono leggerlo e sentirsi libere di interrogarlo con le proprie domande. Questo progetto mira proprio a creare questo ponte intergenerazionale.
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