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Frédéric Olivieri, direttore della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, esprime il suo apprezzamento per Cagliari, definendola una città artisticamente vivace. I giovani talenti della Scala si esibiranno al Teatro Massimo con un trittico di coreografie.

Giovani talenti della Scala in scena a Cagliari

La danza di alto livello giunge al Teatro Massimo di Cagliari. Il prossimo 13 ottobre, alle ore 21, gli allievi Under 19 della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala si esibiranno. La compagnia è guidata da Frédéric Olivieri. Porteranno in scena un programma vario. Include il classico Paquita, nella versione di Marius Petipa. Saranno presentate anche due opere contemporanee. Si tratta di Rossini Cards di Mauro Bigonzetti e Bolero X di Shahar Binyamini. Questo programma mira a creare un dialogo tra generazioni di ballerini. La fonte di queste informazioni è lo stesso Olivieri, intervistato da ANSA.

Olivieri torna in Sardegna e apprezza la vitalità culturale

Frédéric Olivieri, originario di Nizza, vanta un passato da solista all'Opéra di Parigi e da étoile ai Ballets de Monte Carlo. Attualmente ricopre un doppio incarico. Dirige sia il Corpo di Ballo che la Scuola di Ballo dell'Accademia del Teatro alla Scala. Questa istituzione è rinomata a livello internazionale per la formazione di talenti. Olivieri ritorna in Sardegna dopo sette anni. La sua precedente apparizione a Cagliari fu con lo spettacolo Le Corsaire al Teatro Lirico. Descrive Cagliari come una città di grande bellezza. La definisce anche molto attiva dal punto di vista artistico e culturale. Cita come prova la presenza ravvicinata di tre importanti eventi di danza. Lo spettacolo dei suoi allievi al Teatro Massimo funge da collegamento. Collega altri due grandi appuntamenti al Teatro Lirico. Uno è con il Béjart Ballet Lausanne. L'altro vedrà protagonista Roberto Bolle, étoile formatosi nella scuola scaligera. Bolle presenterà Caravaggio. Olivieri definisce questa coincidenza come «una felice casualità».

Un trittico per emozionare il pubblico

La serata al Teatro Massimo rientra nel programma del Festival Multidisciplinare Sardegna. Questo evento è organizzato dall'Associazione Enti Locali. Il pubblico avrà l'opportunità di vivere emozioni intense. Potranno ammirare tre coreografie diverse. Queste rappresentano stili differenti in un'unica rappresentazione. Questo programma è anche una sintesi dello spirito della scuola scaligera. La scuola unisce il rigore classico-accademico. Mostra un'apertura verso la ricerca di nuove soluzioni e linguaggi. Lo sottolinea lo stesso Olivieri. Per lui, l'essenziale è mantenere sempre alta la qualità. Solo così l'emozione e la bellezza possono raggiungere ogni tipo di spettatore. La fonte di queste dichiarazioni è Olivieri stesso.

La passione per la danza: da Fred Astaire a Béjart

La passione di Olivieri per la danza lo ha portato a raggiungere numerosi traguardi. Ha ricoperto ruoli di prestigio e ottenuto grandi soddisfazioni. Ripensando al suo percorso, ricorda un bambino di nove anni. Lo descrive affascinato dai film in bianco e nero. In particolare, fu colpito da Fred Astaire. Quest'ultimo fu la scintilla iniziale. Fu lui a fargli desiderare di intraprendere questa carriera. Olivieri parla di un prima e un dopo Béjart nella sua formazione. Tuttavia, il suo pensiero va anche a Rudolf Nureyev. Lo definisce un artista immenso. Si considera parte di una generazione fortunata. Ha potuto beneficiare dell'esperienza di un direttore che ha portato innovazione nella danza. Nureyev ha aperto la strada a modalità rivoluzionarie. Ha introdotto un nuovo rapporto tra direttore e allievi. Olivieri ricorda l'attesa di questo incontro. Descrive l'emozione di quella sorpresa. Nureyev si mise al centro, circondato dagli allievi. Questo gesto simboleggiava la forza del gruppo. È un'immagine che un giovane ballerino porterà sempre con sé. Le sue parole sono riportate da ANSA.

Fonte: ANSA