Il prestigioso Béjart Ballet Lausanne arriva al Teatro Lirico di Cagliari con un programma che include tre opere iconiche del maestro Maurice Béjart: "Bolero", "L'Uccello di Fuoco" e "7 Danze Greche". Lo spettacolo promette emozioni intense per gli amanti della danza.
Il Béjart Ballet Lausanne torna a Cagliari
Il Teatro Lirico di Cagliari ospita un evento di danza di grande richiamo. La Stagione di danza accoglie il Béjart Ballet Lausanne. La compagnia svizzera porta sul palco tre creazioni storiche del suo fondatore. L'appuntamento è fissato per venerdì 9 ottobre. L'inizio è previsto alle ore 20.
La compagnia svizzera ritorna a Cagliari dopo un'assenza di vent'anni. Il programma della serata include "7 Danze Greche". La musica è firmata da Mikīs Theodōrakīs. Le luci sono curate da Dominique Roman. Segue "L'Oiseau de Feu". La partitura è di Igor Stravinskij. Scene e costumi sono di Joëlle Roustan e Roger Bernard. Infine, verrà presentato "Boléro". La musica è di Maurice Ravel. Scene e costumi portano la firma di Maurice Béjart. Le luci sono di Dominique Roman.
Tre capolavori del genio Béjart
Queste tre coreografie rappresentano pietre miliari nell'opera di Maurice Béjart. Il coreografo scomparso nel 2007 ha rivoluzionato il linguaggio della danza. Ha trasformato l'arte da disciplina d'élite a forma espressiva universale. Béjart ha reso la danza accessibile al grande pubblico. La compagnia Béjart Ballet Lausanne oggi prosegue questa eredità. La direzione artistica è affidata a Julien Favreau. Egli guida gli interpreti nell'esecuzione di queste opere complesse.
L'Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari accompagnerà la performance. La direzione musicale è affidata all'americano James Feddeck. Il maestro ritorna a Cagliari dopo un anno di assenza. Le repliche dello spettacolo sono previste per sabato 10 ottobre. Ci saranno due rappresentazioni: una pomeridiana alle 15.30 e una serale alle 20.30. Un'ulteriore replica è in programma domenica 11 ottobre alle 17.
Le visioni di Béjart sulle sue opere
Maurice Béjart stesso ha descritto le sue creazioni. Riguardo a "7 Danze Greche", Béjart affermava: «Ho cercato di ridurre al minimo i prestiti da autentici 'passi' di danza greca. Alcune danze ne presentano due o tre; altre nessuno, e queste sono probabilmente le più riuscite, le più greche di tutte!».
Parlando de "L'Uccello di Fuoco", Béjart lo interpretava come la Fenice. «È la Fenice che risorge dalle sue ceneri. Uccello della vita e della gioia, il cui splendore e la cui forza rimangono indistruttibili e impossibili da offuscare. Il Poeta, come il Rivoluzionario, è un Uccello di fuoco».
Per "Boléro", Béjart ne sottolineava la musica: «musica fin troppo nota e tuttavia ancora fresca per la sua semplicità. Una melodia (originariamente orientale e non spagnola) che si avvolge lentamente su sé stessa, aumentando di volume e di intensità, divora lo spazio sonoro e lo inghiotte alla fine della melodia.» Béjart affidava il ruolo centrale, "La Melodia", alternativamente a una ballerina o a un ballerino. Il ritmo era invece interpretato da un gruppo di danzatori.