I pronto soccorso dell'area metropolitana di Cagliari sono sotto pressione a causa di lavori e carenze di personale. I sindacati Usb Sanità e Cimo-Fesmed chiedono un intervento urgente del prefetto per evitare il collasso del sistema.
Allarme sindacale per i pronto soccorso di Cagliari
La rete dell'emergenza-urgenza nell'area metropolitana di Cagliari è in grave difficoltà. I pronto soccorso sono già oggi sotto forte pressione. La situazione rischia il collasso operativo. Questo è quanto denuncia l'Usb Sanità. Il sindacato ha inviato una lettera al prefetto. Si chiede una convocazione immediata. È necessario istituire un tavolo dell'emergenza. Devono partecipare tutte le istituzioni e le aziende sanitarie coinvolte.
«Abbiamo sollecitato un intervento diretto del Prefetto», ha dichiarato Gianfranco Angioni. È il responsabile regionale di Usb Sanità. «La situazione ha superato il livello di gestione ordinaria», ha aggiunto. Serve un'assunzione di responsabilità istituzionale immediata. Deve essere autorevole e coordinata. Non è più il tempo delle interlocuzioni informali. Serve un atto ufficiale, urgente e vincolante. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Non siamo più di fronte a disservizi episodici. È un sistema che sta cedendo», ha incalzato Angioni.
Criticità rete traumatologica e carenze di personale
Anche il sindacato dei medici Cimo-Fesmed esprime forte preoccupazione. Evidenzia le criticità della rete traumatologica regionale. Questa rete è un elemento essenziale dell'organizzazione dell'emergenza. Tuttavia, risente di una carenza strutturale di posti letto. Si stima una disponibilità inferiore di circa 40 unità. Questo dato è rispetto agli standard previsti dal DM 70. Tale deficit incide direttamente sulla capacità di assorbimento dei pazienti traumatizzati. Contribuisce ad aggravare il sovraffollamento dei pronto soccorso. Questo problema si verifica in particolare nelle strutture di riferimento.
«La situazione attuale non è più sostenibile», ha affermato Emanuele Cabras. È il segretario aziendale Cimo-Fesmed presso l'Arnas Brotzu. «Non si è di fronte a una criticità temporanea. È il segnale evidente di un sistema organizzativo non adeguato ai bisogni reali della popolazione», ha spiegato Cabras. Senza interventi immediati e strutturali, il rischio è concreto. Si paventa un progressivo deterioramento della qualità dell'assistenza. Anche la sicurezza delle cure è a repentaglio.
La replica dell'Aou di Cagliari sui lavori
La direzione aziendale dell'Aou di Cagliari interviene per chiarire la propria posizione. «Non sono i lavori al Policlinico che stanno mettendo in crisi gli altri ospedali», si legge in una nota. «La crisi, che c'è, ha ben altre origini». L'Aou definisce inaccettabile cercare di scaricare le problematiche dell'emergenza-urgenza su opere da fare urgentemente. Queste opere sono non rinviabili.
«È bene ricordare che i lavori sono stati articolati in quattro fasi», prosegue la nota. «Dureranno sino ad agosto. Non sono stati fatti per capriccio. Sono stati pianificati per evitare chiusure e riduzioni di capacità operativa. Queste avrebbero creato ancora più problemi». Anche il periodo primaverile è stato scelto appositamente. Lo scopo era evitare interventi in periodi di maggior afflusso. L'obiettivo rimane quello di evitare il progressivo deterioramento della qualità dell'assistenza e della sicurezza delle cure. Questo è quanto riportato anche dal comunicato della segreteria aziendale del Cimo-Fesmed dell'ARNAS Brotzu.
«Gli Ospedali, garantendo prestazioni 7 giorni su 7 h 24, scontano la difficoltà di attivare interventi di manutenzione», continua la direzione dell'Aou. Tali interventi generano inevitabili difficoltà e polemiche. L'utilizzo continuo della struttura li rende necessari. Questo avviene in particolar modo su aspetti che generano rischi per i pazienti e per gli operatori sanitari. I lavori del Pronto soccorso del Policlinico sono in progetto da circa un anno. Sono stati programmati cercando il periodo e le modalità più opportune. L'intento è recare meno disagio possibile all'utenza e di sovraccarico ai Ps regionali.