Un progetto teatrale a Cagliari utilizza l'arte per educare 1200 studenti sui rischi del gioco d'azzardo. Lo spettacolo 'Gap' e gli incontri con esperti mirano a prevenire le dipendenze tra i più giovani.
Teatro come antidoto alle dipendenze
L'arte e la cultura diventano strumenti potenti per combattere il silenzio e illuminare i pericoli delle dipendenze. È questo il cuore del progetto intitolato Gioco d'Azzardo: il Teatro parla con la Generazione Alpha.
Questa iniziativa, parte del programma Is Mirrionis / Teatro Senza Quartiere 2026, si rivolge agli studenti delle scuole secondarie nell'area metropolitana di Cagliari.
L'obiettivo è sensibilizzare i giovani sui rischi legati al gioco d'azzardo patologico. L'arte offre un canale diretto per affrontare temi complessi.
Lo spettacolo 'Gap' e gli incontri formativi
In scena dal 3 al 7 novembre e dal 1 al 5 dicembre, lo spettacolo si terrà presso il TsE di Is Mirrionis a Cagliari. Sono previste repliche mattutine e serali.
Lo spettacolo si intitola Gap (Gioco d'Azzardo Patologico) - rovinarsi è un gioco. È scritto e interpretato da Stefano Ledda.
Dopo la rappresentazione, seguiranno incontri con professionisti. Parteciperanno esperti e psicologi dei SerD (Servizi per le Dipendenze).
La pièce narra la storia di un uomo. Costui precipita nella spirale della dipendenza quasi senza rendersene conto. Sacrifica affetti e amicizie. Arriva a rubare e a indebitarsi con usurai.
La vicenda è presentata come un monologo intenso. Include flashback sui momenti chiave. Si parte dal primo gettone in una slot machine fino alla fuga della moglie con il figlio.
È la cronaca amara di una discesa inesorabile. La rappresentazione mira a suscitare empatia e riflessione nello spettatore.
Coinvolgere 1200 giovani con il sostegno delle istituzioni
Il progetto Gioco d'Azzardo: il Teatro parla con la Generazione Alpha gode del patrocinio e del sostegno della Regione. Riceve anche il supporto del Comune di Cagliari.
Un contributo fondamentale arriva dalla Fondazione di Sardegna. Questi sostegni permettono di raggiungere un vasto pubblico.
L'obiettivo è coinvolgere circa 1200 ragazze e ragazzi. L'età dei partecipanti varia dai 13 ai 17 anni.
L'attore e regista Stefano Ledda sottolinea l'importanza del linguaggio artistico. «Il linguaggio immaginifico e simbolico dell'arte possa risvegliare le coscienze», afferma Ledda.
L'arte offre spunti di riflessione sulla realtà. Permette di affrontare temi difficili in modo efficace.
La dipendenza da gioco d'azzardo è classificata tra i disturbi ossessivi compulsivi. È inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali del 2013.
L'idea per lo spettacolo è nata da una notizia di cronaca. «La storia di un mio coetaneo mi ha colpito tanto da spingermi a trarne uno spettacolo teatrale», spiega Ledda.
Il regista voleva comprendere le motivazioni che portano una persona a rovinarsi per il gioco. Lo spettacolo Gap ha debuttato nel 2005. Nonostante siano passati quasi vent'anni, il tema rimane tragicamente attuale.