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Una nuova interpretazione di "Peer Gynt" al Teatro Lirico di Cagliari ha entusiasmato il pubblico. Il coreografo Edward Clug ha trasformato il balletto narrativo in una danza performativa, mescolando generi e linguaggi.

Clug reinventa il balletto narrativo

Il Teatro Lirico di Cagliari ha accolto con ovazioni la recente rappresentazione di "Peer Gynt". L'opera è stata presentata nella visione contemporanea del coreografo Edward Clug. Egli guida il Balletto di Maribor dal 2003.

Il viaggio onirico del protagonista è stato trasposto sulla scena con grande impatto. La poesia di Ibsen si fonde con la musica di Grieg. La coreografia di Clug, artista rumeno, è visionaria. Le scenografie di Marko Japelj sono eleganti e minimaliste. I costumi di Leo Kulaš sono estrosi e scultorei.

Questi elementi visivi danno vita a creature fantastiche. Esse popolano la cultura norvegese, come i Trolls. La messa in scena ha colpito per la sua ricchezza. Ha offerto un'esperienza multisensoriale al pubblico presente.

Danza performativa: un nuovo linguaggio

La critica di danza Marinella Guatterini ha definito l'opera «un racconto danzato, una pièce spettacolare multigeneri». La Guatterini ha presentato l'evento a Cagliari. Ha sottolineato la natura innovativa dello spettacolo per ANSA.

«Una pièce in cui si intrecciano oltre alla danza in senso stretto: gestualità quotidiana, azione teatrale, parola, canto», ha spiegato la critica. L'uso delle luci è stato particolarmente raffinato. La musica, creata da Edward Grieg e altri suoi brani, supporta l'azione in perfetta armonia.

A Cagliari, a differenza di quanto avvenuto alla Scala di Milano, è intervenuto anche il coro. La presenza dello stesso coreografo Clug nel ruolo della Morte ha reso il debutto sardo particolarmente vibrante.

«Chiamarlo balletto è fuorviante e riduttivo», ha aggiunto l'esperta. «In Peer Gynt, semmai, Edward Clug reinventa il balletto narrativo in danza performativa». La traslitterazione del poema drammatico di Ibsen è stata definita molto riuscita. Il testo originale è considerato interessante ma complesso.

Un viaggio iniziatico e simbolico

Questo spettacolo è il quarto titolo della stagione teatrale. Le repliche sono previste per il 24, 26 e 27 maggio. L'orchestra e il coro del Lirico sono stati diretti da Vjekoslav Babić. Per lui, è stato un felice debutto a Cagliari.

Per trasporre il testo in movimenti, Clug ha scelto musiche di scena celebri di Grieg. Tra queste, spicca «Nell'antro del re della montagna». La partitura è stata ampliata con brani concertistici e da camera del compositore.

Per rievocare la storia di questa figura nordica leggendaria, eroe o anti-eroe in perenne fuga da se stesso, sono stati introdotti elementi simbolici. Il cervo bianco, alter ego del protagonista, lo accompagna nel suo viaggio interiore. La Morte, personaggio ombra, segue il protagonista per tutta la narrazione.

«Un viaggio iniziatico verso la conoscenza di se stessi», ha descritto Guatterini. Questo percorso è segnato da drammatici fallimenti. Culmina in una danza d'amore con la donna che lo ha atteso per tutta la vita. Clug regala un momento di poesia sospesa, come in Ibsen. L'immagine dei due protagonisti si dissolve: nella morte o in una nuova vita? La domanda rimane aperta.