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Il Sardinia Archeo Festival 2026 a Cagliari si conclude con un'immersione in temi storici e attuali. L'evento esplora stregoneria, incontri tra specie umane e dinamiche geopolitiche del Mediterraneo.

Esplorazioni storiche e mitologiche nel cuore di Cagliari

La manifestazione culturale, organizzata dall'associazione Itzokor, giunge al termine del suo primo fine settimana. L'edizione di quest'anno è dedicata al tema dei «Micromondi». Le attività si svolgono negli spazi del Centro Comunale d'Arte e Cultura Il Ghetto. La giornata conclusiva promette un percorso affascinante attraverso secoli di storia. Si toccheranno argomenti di geografia, archeologia e memoria collettiva.

La mattinata inizia alle ore 9. La studiosa Silvia Romani guiderà il pubblico tra divinità antiche. Si parlerà di paure, miti e credenze legate al mare. Successivamente, Beatrice Del Bo aprirà una finestra sulle taverne medievali. Il percorso storico continua con Caterina Ghisu. Verrà narrata la storia dei «piccioccus de crobi». Questi erano giovani facchini che animavano i mercati di Cagliari tra Ottocento e Novecento.

Mariangela Rapetti riporterà alla luce le vicende del reparto manicomiale. Questo si trovava nell'antico ospedale civile della città. A chiudere la sessione mattutina sarà Michaela Valente. Il suo intervento sarà dedicato alle donne accusate di stregoneria. Si analizzerà il periodo tra il XVI e il XVIII secolo.

Dall'evoluzione umana alla geopolitica del Mediterraneo

A partire dalle ore 15, il festival allarga il suo orizzonte. Si affronteranno grandi questioni sull'evoluzione umana. Verrà esplorato il Mediterraneo contemporaneo. Sahra Talamo e Andrea Picin guideranno il pubblico. Si scoprirà l'incontro tra Neandertal e Homo sapiens. Giuliano Volpe e Fabio Pinna offriranno una riflessione. Il loro tema sarà il ruolo dell'archeologia nella società attuale.

Il viaggio intellettuale proseguirà con Sandro Caruana. Egli porterà i partecipanti a Malta. Il giornalista e analista geopolitico Marco Ansaldo sposterà poi l'attenzione sul Mar Nero. Verranno analizzate le dinamiche geopolitiche di quest'area strategica. A chiudere l'edizione cagliaritana del festival sarà il geografo Raffaele Cattedra. Offrirà una riflessione sulle connessioni. Si parlerà dei legami tra luoghi, comunità e territori del Mediterraneo.

Temi affrontati e partecipanti di rilievo

Il Sardinia Archeo Festival si conferma un evento di spessore culturale. L'associazione Itzokor ha curato un programma ricco e diversificato. I temi spaziano dalla vita quotidiana nel passato alle grandi questioni globali. Le rotte del Mediterraneo e le comunità straniere nella Cagliari settecentesca sono stati temi della giornata inaugurale. Anche i luoghi della quarantena nella Venezia moderna hanno trovato spazio.

La scelta del tema «Micromondi» permette di esplorare realtà apparentemente piccole ma significative. Dalle taverne medievali ai mercati di Cagliari, passando per le accuse di stregoneria. L'evento offre prospettive inedite sulla storia. La sessione pomeridiana sposta l'attenzione su temi di attualità. L'evoluzione umana e la geopolitica del Mediterraneo sono argomenti di grande interesse. La partecipazione di studiosi e analisti di fama nazionale e internazionale garantisce un alto livello di approfondimento.

Il valore dell'archeologia e della geografia per il presente

Il festival sottolinea l'importanza dell'archeologia. Non solo come studio del passato, ma come strumento per comprendere il presente. La riflessione di Giuliano Volpe e Fabio Pinna evidenzia questo aspetto. L'archeologia può offrire chiavi di lettura per le sfide contemporanee. Allo stesso modo, la geografia diventa fondamentale. Raffaele Cattedra illustra come le connessioni tra luoghi e comunità siano essenziali.

L'analisi delle dinamiche geopolitiche, come quella proposta da Marco Ansaldo sul Mar Nero, è cruciale. In un mondo sempre più interconnesso, comprendere queste relazioni è vitale. Il Sardinia Archeo Festival, con la sua ricchezza di temi e relatori, offre uno spaccato prezioso. Permette al pubblico di ampliare le proprie conoscenze. Stimola la riflessione critica su passato, presente e futuro. L'evento si conclude lasciando un segno importante nel panorama culturale di Cagliari.