Operatori socio-sanitari in protesta a Cagliari chiedono alla Regione Sardegna di includerli nei percorsi di stabilizzazione. Il sindacato USB critica la legge attuale che li esclude e chiede criteri trasparenti.
OSS chiedono stabilizzazione in Sardegna
La Regione Sardegna è al centro di una richiesta sindacale importante. L'USB Pi Sanità chiede di modificare una legge regionale. Questa norma riguarda la stabilizzazione degli operatori socio-sanitari (OSS). L'obiettivo è includere tutti coloro che hanno lavorato nelle strutture pubbliche. Questo include anche chi lo ha fatto tramite agenzia. La protesta si è svolta stamattina. L'appuntamento era davanti all'assessorato regionale alla sanità. L'iniziativa anticipa uno sciopero generale previsto per il 30 ottobre.
La vertenza nasce per dare risposte concrete. Si vuole riconoscere il lavoro degli OSS durante la pandemia. Questo periodo è stato definito «il più brutto della sanità». Lo ha dichiarato Gianfranco Angioni, referente di USB Sanità Sardegna. Un provvedimento regionale di settembre ha avviato la stabilizzazione. Questa riguarda gli OSS a tempo determinato nelle aziende sanitarie. Tuttavia, il provvedimento attuale esclude chi ha prestato servizio in somministrazione. Questa forma contrattuale non dovrebbe essere un ostacolo.
Nuova legge nazionale offre spiragli
Il sindacato USB vede uno spiraglio nella legge nazionale 174. Questa norma è entrata in vigore il 5 ottobre 2026. Ha convertito il decreto-legge 144/2026. La legge permette alle amministrazioni pubbliche di riservare posti. Per le selezioni non dirigenziali bandite entro il 31 dicembre 2027, si può destinare fino al 20% dei posti. In alternativa, si può valorizzare l'esperienza professionale maturata. Possono beneficiare di queste disposizioni i lavoratori che soddisfano specifici requisiti di servizio. Devono aver operato nello stesso profilo presso l'amministrazione che bandisce la selezione.
L'USB ha sollecitato la Regione. Ha chiesto di adottare subito questo nuovo dispositivo nazionale. Angioni ha affermato che l'assessorato non ha ancora risposto. Per questo motivo, gli operatori si sono riuniti a Cagliari. Sono arrivati da tutta la Sardegna. Vogliono rivendicare il diritto a un percorso di stabilizzazione. Questo diritto deve valere anche per gli operatori che hanno lavorato in somministrazione. Il loro contributo è stato fondamentale.
Richiesta di regole chiare e trasparenti
Secondo l'USB, questi lavoratori hanno garantito assistenza. Hanno assicurato la continuità operativa anche nei momenti più difficili. La forma contrattuale utilizzata non può essere un motivo per ignorare il loro apporto. Il superamento del precariato non deve rimanere solo uno slogan. Il sindacato non chiede scorciatoie. Richiede invece regole chiare. Pretende criteri trasparenti e pari opportunità per tutti. La mobilitazione continuerà. L'USB assicura che proseguirà finché non arriveranno risposte concrete. Sono attesi interventi verificabili.
La protesta degli OSS a Cagliari evidenzia una problematica persistente nel settore sanitario. La ricerca di stabilità lavorativa per chi ha operato in condizioni di precarietà è una priorità. La legge nazionale offre strumenti utili. Ora spetta alle Regioni attuarli in modo equo. L'USB monitorerà attentamente gli sviluppi. La pressione sindacale mira a garantire che nessun lavoratore venga escluso. Questo è fondamentale per il futuro del servizio sanitario regionale. La continuità del servizio dipende anche dalla stabilità del personale.
La mobilitazione degli operatori socio-sanitari è un segnale forte. La Regione Sardegna è chiamata a dare risposte. La questione riguarda migliaia di lavoratori. La loro dedizione durante la pandemia è stata esemplare. Ora meritano un riconoscimento concreto. La stabilizzazione è vista come un passo necessario. Questo permetterebbe di rafforzare il sistema sanitario. Offrirebbe anche maggiore sicurezza ai lavoratori. L'USB continuerà a battersi per ottenere giustizia. La trasparenza nei processi di assunzione è un principio irrinunciabile. La speranza è che si arrivi presto a una soluzione condivisa.