Oltre 35.000 persone hanno sfilato a Cagliari per il Sardegna Pride 2026. L'evento ha celebrato i diritti LGBTQIA+ e ricordato le vittime di omofobia, con la partecipazione di autorità locali.
Grande partecipazione al Sardegna Pride 2026
Circa 35.000 persone si sono riunite a Cagliari per l'edizione 2026 del Sardegna Pride. I partecipanti provenivano da tutta l'Isola. Hanno sfilato con cartelloni che rivendicavano maggiori diritti per la comunità LGBTQIA+. L'evento ha anche reso omaggio a Mirko Moriconi e Kety Andreoni. Queste persone sono state le ultime vittime di omofobia in Italia. Erano presenti il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. La governatrice Alessandra Todde non ha potuto partecipare per impegni istituzionali.
Un percorso di sei chilometri per la diversità
Il corteo si è snodato per circa sei chilometri. Il percorso è partito dal parco della Musica, quartier generale dell'evento. Ha raggiunto piazza Yenne, passando per via Roma. La sfilata ha visto la presenza di carri allegorici e un trenino. Molti hanno partecipato marciando a piedi. Il tema di quest'anno era «La forza del disordine». Era dedicato ad Anna Corona. Lei era una storica attivista e fondatrice di AGedOCagliari.
Le parole del sindaco Zedda sulla diversità
Il sindaco Massimo Zedda ha sottolineato l'importanza del riconoscimento reciproco. Ha affermato: «Un diritto in più non ha mai fatto male a nessuno». Ha aggiunto che ha sempre generato progresso nella storia umana. Il primo cittadino ha evidenziato il valore del riconoscimento dell'altro. Ha descritto il fascino della diversità come un elemento di arricchimento. Ha concluso dicendo che la diversità non impoverisce mai.
Comandini: «La Sardegna sia la nostra ogni giorno»
Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha denunciato le discriminazioni ancora presenti. Ha citato la scuola, lo sport e il mondo del lavoro. Ha affermato che la comunità LGBTQIA+ chiede solo il diritto di amare. Ha sottolineato la volontà di rappresentare il proprio desiderio di voler bene a qualcuno. Il Consiglio regionale ha patrocinato il Pride fin dall'inizio. Comandini ha dichiarato: «Ci abbiamo messo la faccia, ci abbiamo voluto mettere il nostro simbolo». Ha espresso il desiderio che la Sardegna di questa piazza e di questo Pride sia la Sardegna di tutti i 365 giorni all'anno. Ha invocato la difesa dei diritti, della libertà e dei colori. Soprattutto, ha chiesto la difesa della parola «amare».