Cronaca

Evasione fiscale: Verona leader in Veneto nelle denunce

23 marzo 2026, 16:02 3 min di lettura
Evasione fiscale: Verona leader in Veneto nelle denunce Immagine da Wikimedia Commons Bussolengo
AD: article-top (horizontal)

Comuni veneti e lotta all'evasione: un quadro desolante

Solo una piccola parte dei comuni veneti partecipa attivamente alla lotta contro l'evasione fiscale. Su 563 amministrazioni locali della regione, appena 30, pari al 5,3% del totale, hanno inviato segnalazioni qualificate all'Agenzia delle Entrate nel 2023. Questo dato emerge da un'analisi della CGIA di Mestre, che evidenzia una scarsa incisività degli enti locali nel contrastare l'infedeltà fiscale.

La normativa vigente prevede che i comuni che segnalano situazioni di evasione fiscale possano beneficiare del 50% degli importi accertati. Nonostante questo incentivo economico, le entrate aggiuntive per le amministrazioni venete che hanno partecipato sono state di quasi 153mila euro, un importo considerato molto contenuto dalla CGIA, pari a poco più di 306mila euro di contributo complessivo alla lotta all'evasione.

Verona in testa alle segnalazioni fiscali

Tra i comuni virtuosi, Verona si distingue nettamente, risultando quello che ha incassato di più nel 2023 grazie alle azioni di contrasto all'evasione. La città scaligera ha ottenuto 32.905 euro. Seguono Bussolengo (Vr) con 24.966 euro e Venezia con 22.416 euro. Anche Peschiera del Garda (Vr) figura tra i comuni più attivi, con 18.008 euro recuperati.

Sorprende l'assenza di introiti per i comuni capoluogo di provincia come Belluno, Treviso e Rovigo, i cui dati suggeriscono una totale mancanza di segnalazioni qualificate all'Agenzia delle Entrate. Questo scenario dipinge un quadro preoccupante sulla partecipazione degli enti locali alla riscossione delle imposte dovute.

Le difficoltà dei sindaci nel contrastare l'evasione

La CGIA di Mestre sottolinea come la scarsa partecipazione dei comuni non sia necessariamente indice di insensibilità verso il fenomeno. Molti sindaci si trovano ad affrontare ostacoli significativi. La redazione di segnalazioni puntuali e circostanziate richiede personale formato e competenze specifiche, spesso assenti nelle amministrazioni comunali a causa di organici ridotti e mancanza di formazione mirata.

Inoltre, le risorse umane disponibili vengono frequentemente impiegate per il recupero di tributi locali (IMU, TARI, etc.), tralasciando le segnalazioni all'Agenzia delle Entrate. Vi è anche la considerazione che, in certe realtà, un'eccessiva severità contro gli evasori o gli abusivi edilizi potrebbe rivelarsi politicamente controproducente, minando il consenso locale.

Abusivismo edilizio e lavoro nero: un problema diffuso

I dati sull'abusivismo edilizio e sul lavoro nero evidenziano un problema persistente in Italia. Sebbene il Veneto si collochi tra le regioni meno colpite dall'abusivismo edilizio (5,3%), il dato nazionale medio è del 15,1%. Anche il lavoro irregolare rappresenta una sfida, con circa 2,5 milioni di lavoratori in nero a livello nazionale e circa 162mila stimati in Veneto (7% di tasso di irregolarità).

La mancata trasmissione di segnalazioni qualificate da parte di molti comuni capoluogo, in relazione a queste irregolarità, priva le casse comunali di potenziali entrate e la collettività di migliori servizi e tasse locali più contenute. Le segnalazioni che i comuni possono effettuare riguardano ambiti quali commercio, professioni, urbanistica, patrimonio immobiliare, residenze fittizie e disponibilità di beni.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: