La Casa Circondariale di Brissogne non riceverà nuovi agenti, nonostante le carenze di organico. Il sindacato Sinappe critica duramente la decisione del governo centrale, definendola una grave disattenzione.
Mancano agenti alla casa circondariale di Brissogne
La Casa Circondariale di Brissogne sembra essere stata trascurata dall'Amministrazione centrale. Non sono previsti incrementi di personale per il secondo scaglione di allievi agenti. Questa situazione genera profonda amarezza e ferma riprovazione nel Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria (Sinappe).
Il sindacato ha evidenziato una disparità di trattamento. Per il Provveditorato regionale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta sono state assegnate 99 unità per colmare le carenze organiche del distretto. Tuttavia, una riunione tenutasi il 2 ottobre ha rivelato che queste risorse saranno destinate esclusivamente agli istituti di Cuneo, Novara e Alba.
L'obiettivo di questi trasferimenti è l'apertura di nuove sezioni detentive. Si parla di ben 450 posti in più. Gli altri istituti del distretto, inclusa la Casa Circondariale di Brissogne, ne pagano le conseguenze. La struttura valdostana non riceverà alcun nuovo agente.
Brissogne penalizzata rispetto ad altri istituti
Per la struttura di Brissogne, si prevede solo la sostituzione del personale che dovesse trasferirsi. La pianta organica rimarrà quindi insufficiente rispetto alle reali necessità operative. Il sindacato definisce questa scelta verticistica come inaccettabile.
Si tratta di una grave e ingiustificata disattenzione da parte dell'Amministrazione Centrale. Questo accade nei confronti di un istituto che presenta criticità specifiche. Sebbene non ci siano problemi di sovraffollamento, la struttura accoglie detenuti problematici.
Questi trasferimenti avvengono per motivi di ordine e sicurezza. Le conseguenze per il personale di Polizia Penitenziaria in servizio a Brissogne sono drammatiche. La situazione mette a dura prova gli agenti.
Appello del sindacato per il personale di Brissogne
Matteo Ricucci, vice segretario regionale del Sinappe, ha espresso forte disappunto. Ha definito la decisione come inaccettabile. Essa mortifica il sacrificio del personale di Polizia Penitenziaria che opera a Brissogne. Le donne e gli uomini in servizio svolgono un lavoro fondamentale.
Il sindacato chiede un ripensamento delle decisioni prese. Sottolinea l'importanza di garantire un organico adeguato. Questo è necessario per la sicurezza della struttura e per il benessere del personale. La situazione attuale non è sostenibile nel lungo periodo.
La mancanza di personale adeguato potrebbe compromettere l'efficienza operativa. Potrebbe anche aumentare i rischi per la sicurezza interna. Il Sinappe continuerà a monitorare la situazione. Si impegna a portare avanti le istanze del personale.
Le decisioni verticistiche non tengono conto delle realtà locali. La Casa Circondariale di Brissogne necessita di attenzione specifica. Le risorse devono essere distribuite equamente. Questo per garantire il corretto funzionamento di tutti gli istituti penitenziari.
La denuncia del Sinappe mette in luce un problema strutturale. La gestione delle risorse umane nel sistema penitenziario richiede maggiore attenzione. Le esigenze operative degli istituti devono essere al centro delle decisioni. La situazione di Brissogne è un campanello d'allarme.
Il sindacato auspica un intervento rapido. Si attende una revisione delle priorità. L'obiettivo è garantire che ogni istituto riceva il supporto necessario. Questo per far fronte alle sfide quotidiane. La dignità e la sicurezza del personale sono prioritarie.