Cronaca

Matera: Spreco d'acqua alla Diga San Giuliano, la denuncia

21 marzo 2026, 00:09 5 min di lettura
Matera: Spreco d'acqua alla Diga San Giuliano, la denuncia Immagine generata con AI Brindisi
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La Cia Due Mari denuncia uno sversamento massiccio di acqua dalla Diga San Giuliano, criticando la Regione Puglia per la mancata realizzazione di infrastrutture. Si chiede un uso più efficiente della risorsa idrica in un contesto di crescente scarsità.

Spreco idrico alla Diga San Giuliano: la denuncia

La Cia Due Mari Taranto-Brindisi ha inviato una nota urgente ai vertici della Regione Puglia. La missiva, firmata dal direttore Vito Rubino e dal presidente Giannicola D’Amico, è indirizzata al governatore Antonio Decaro e agli assessori Francesco Paolicelli (Agricoltura) e Raffaele Piemontese (Risorse Idriche).

Il documento solleva un problema critico: lo sversamento di ingenti quantità d'acqua dalla Diga di San Giuliano. Questa diga si trova in Basilicata, ma la Regione Puglia ne è comproprietaria al 50%.

L'organizzazione agricola denuncia una situazione paradossale e inaccettabile. Si assiste infatti a uno sversamento continuo di acqua verso il mare. Questo accade nonostante la marcata carenza idrica che affligge il territorio. La situazione è diventata particolarmente critica nelle prime ore del 18 marzo 2026.

Situazione critica: 50 metri cubi al secondo persi

Dalla data indicata, e fino ad oggi, si sta verificando uno sversamento di circa 50 metri cubi di acqua al secondo. La Cia riconosce che tale operazione è necessaria per salvaguardare i territori a valle. Le abbondanti piogge dei giorni precedenti hanno infatti causato il raggiungimento dei livelli massimi consentiti nella diga.

Tuttavia, l'organizzazione agricola ritiene inaccettabile questa pratica. Soprattutto in un periodo di forte scarsità idrica. L'acqua rilasciata viene persa senza possibilità di essere incanalata e utilizzata nei mesi estivi. Si tratta di una risorsa preziosa che andrebbe invece conservata.

La nota sottolinea come questa gestione sia fonte di grande preoccupazione per gli agricoltori. La dipendenza da decisioni altrui mette a rischio la loro attività.

Limiti strutturali e gestione della diga

Il paradosso è amplificato dai limiti strutturali dell'invaso. La Diga di San Giuliano fu progettata negli anni '50. La sua capacità originaria era di circa 94 milioni di metri cubi. Attualmente, però, la sua capacità operativa è limitata al 50%.

Questa limitazione è imposta dal Ministero competente e dall'Ufficio tecnico delle dighe. La ragione addotta è la presunta mancata ultimazione dei lavori di messa in sicurezza dell'infrastruttura. Questa situazione impedisce di sfruttare appieno il potenziale della diga.

I dati forniti dall'Autorità di Bacino confermano la gravità della situazione. Attualmente, nella diga sono presenti circa 56 milioni di metri cubi d'acqua. Nello stesso periodo dell'anno precedente, il volume era di soli 29 milioni di metri cubi.

Questo dato dimostra che la risorsa idrica è disponibile. Manca però la capacità strutturale e gestionale di trattenerla efficacemente.

Contenzioso politico e gestionale con la Basilicata

Oltre ai danni infrastrutturali, emerge un pesante contenzioso politico e gestionale con la Regione Basilicata. Come già accennato, la Regione Puglia è comproprietaria al 50% della Diga di San Giuliano.

Tuttavia, a causa di comportamenti passati dell'ex consorzio di bonifica Stornara e Tara di Taranto, la gestione è diventata problematica. Questo consorzio non ha onorato per anni gli impegni economici relativi alla gestione della diga.

Di conseguenza, la Basilicata si sente autorizzata a prendere decisioni unilaterali. Aumenta o diminuisce i flussi d'acqua verso la Puglia senza criteri precisi. Questo avviene soprattutto durante la stagione estiva, quando il fabbisogno idrico è maggiore.

Questa situazione crea incertezza e instabilità per gli agricoltori pugliesi.

Le richieste della Cia Due Mari

Alla luce di questi fatti, Vito Rubino e Giannicola D’Amico ribadiscono l'urgenza di ristabilire regole chiare. È fondamentale definire i periodi di utilizzo dell'acqua, rispettando la comproprietà al 50%.

Ma soprattutto, la Cia insiste affinché la Regione Puglia cessi di dipendere esclusivamente dalle decisioni altrui. È necessario un investimento deciso in infrastrutture proprie.

Queste nuove opere permetterebbero una gestione più efficiente delle risorse idriche. Risorse che, anno dopo anno, si riducono sempre di più. Garantire un futuro certo agli agricoltori del territorio è l'obiettivo primario.

La richiesta è chiara: la Regione Puglia deve rendere immediatamente disponibili le risorse economiche necessarie. Devono essere realizzate opere infrastrutturali sul proprio territorio. Queste opere dovranno essere capaci di immagazzinare i quantitativi di acqua in eccesso durante le situazioni eccezionali.

Solo così si potrà porre fine allo sconsiderato scarico a mare di una risorsa sempre più rara. L'appello è rivolto a tutti gli attori istituzionali per una gestione lungimirante e sostenibile dell'acqua.

Contesto geografico e idrico

La Diga di San Giuliano è un'infrastruttura idraulica di notevole importanza strategica per il Sud Italia. Situata nel comune di Grottole, in provincia di Matera, in Basilicata, essa raccoglie le acque del fiume Bradano. La sua capacità di invaso è fondamentale per l'irrigazione di vaste aree agricole, in particolare nella vicina Puglia.

La gestione congiunta tra Basilicata e Puglia nasce dalla necessità di ottimizzare l'uso di una risorsa condivisa. Tuttavia, come evidenziato dalla Cia, questa condivisione si scontra con problematiche gestionali e infrastrutturali.

La carenza idrica è un problema cronico nel Mezzogiorno. Le estati sempre più calde e siccitose, unite a una gestione non sempre efficiente, aggravano la situazione. La necessità di investire in nuove infrastrutture, come serbatoi di accumulo e reti di distribuzione più moderne, è ormai improrogabile.

La denuncia della Cia Due Mari si inserisce in un dibattito più ampio sulla sostenibilità delle pratiche agricole e sulla necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici. La preservazione delle risorse idriche è una priorità assoluta per garantire la sopravvivenza del settore primario e il benessere delle comunità.

La questione della Diga di San Giuliano diventa così un simbolo delle sfide che il Sud Italia deve affrontare per garantire un futuro idrico sicuro ai propri cittadini e alle proprie attività economiche.

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